Siria: una giovane blogger condannata perché ritenuta spia americana

In Italia ci si lamenta, a ragion veduta, dei tentativi di imbavagliare l’informazione tra leggi, multe salatissime e minacce di arresto, ma c’è anche chi sta messo peggio.

In Siria, una ragazza di diciannove anni, Tal al Mallouhi, è stata condannata a ben cinque anni di carcere, perché ritenuta una spia americana.

La ragazza possedeva un blog come tanti altri milioni di persone nel mondo, ma per il governo del presidente Bashar Al Asad quello era più di un semplice diario on line: era un vero e proprio luogo di esportazione di segreti nazionali atto a fornire informazioni all’ambasciata statunitense in Egitto.

Tal Al Mallouhi, nipote di un ex ministro siriano esule a Londra, è già in carcere da un anno ma la condanna definitiva è giunta soltanto in queste ore.

Appena la notizia si è diffusa, numerose sono state le reazioni da parte degli stati occidentali. Su tutte risalta quella rilasciata dal governo americano che, dopo aver negato la possibile veridicità dell’accusa rivolta contro la giovane siriana, ne ha chiesto pubblicamente l’immediata scarcerazione.

Alla vicenda si è interessato anche il Syrian Observatory for Human Rights che accusa il governo siriano di aver detenuto Tal Al Mallouhi per oltre un anno – la blogger fu arrestata nel dicembre del 2009 – prima di sottoporla a regolare processo.

Chissà se il caso della giovane siriana potrebbe ispirare le fantasie perverse di parte dei nostri rappresentanti al governo. Altro che articolo 21.

S. O.