Ballarò, posizioni chiare e scontro acceso in attesa del domani

Difficile ricordare un clima politico così caldo e inviperito, difficile replicare l’attuale situazione sociale italiana, difficile resistere alla tentazione. Ballarò prende il meglio degli avvenimenti della settimana, invita in studio le voci dei vari partiti ed ideologie e, grazie anche ad un Giovanni Floris particolarmente stuzzicante, crea una puntata perfetto specchio di ciò che succede dentro le mura di Palazzo Chigi e non solo. Sullo sfondo la grande rivolta delle donne e i nuovi processi che Berlusconi dovrà affrontare causa l’avvio del rito abbreviato, il tutto abbellito dalle voci della gente comune e servizi dei vari inviati. Già dalla classica copertina firmata Crozza si era capita l’atmosfera, con un Fabrizio Cicchitto pronto a rispondere alle frecciatine del comico genovese con un: “Molto bello il tuo comizio“. Addio da subito facce sorridenti e toni pacati.

Il punto è che la maggioranza, rappresentata dal capogruppo del PDL e da Anna Maria Bernini, ha difeso quasi strenuamente la figura del premier, cercando in tutti i modi di fermare questo attacco della magistratura che vuole rovesciare a tutti i costi la scelta del popolo. Lo scontro quindi ci ha messo davvero poco ad arrivare, con Rosy Bindi subito pronta a controbattere appena il conduttore gli dava la parola. Il cardine comunque è sempre Silvio Berlusconi, e nonostante “Il berlusconismo sia alle battute finali” come ipotizzato da Italo Bocchino, la politica e le vicende di un paese intero sono sempre strettamente collegate con la sua figura. Un vizio e obbligo, fatto sta’ che per quasi tutta la puntata non si vuole cambiare discorso, evitando inutili corse contro il tempo e lasciando che il tutto si evolva come giusto che sia.

Le parole hanno continuato a sprecarsi e le posizioni a radicalizzarsi, finchè è arrivato il duro faccia a faccia tra Bindi e Bernini quando in ballo è arrivata la figura della donna in questa società e la vergogna/onore di avere un premier simile. Lo studio è divenuto in pochi attimi infuocato e Floris si è visto costretto ad interrompere tutto chiudendo l’audio. Degni di nota infine gli interventi di Edward Luttwak, maestro nel criticare l’opposizione e Manfelloto, anche lui bravissimo nel fare irritare nuovamente la Bindi non appena ha provato a sminuire il significato di tutte quelle donne scese in piazza domenica. Le posizioni sono chiare e si aspetta semplicemente l’evolversi dei fatti, mentre le statistiche del solito Pagnoncelli mostrano sostanzialmente una Italia ancora divisa in due, incerta, dubbiosa e scontenta. Magari impaurita dall’inizio di una nuova fase, o in attesa di un sconvolgimento che potrebbe anche non arrivare mai. E intanto il mondo ride di noi. Olè.

Riccardo Cangini