Bossi non molla Berlusconi. Per ora

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:15

Il Senatur e il Cavaliere hanno ieri rinsaldato il loro patto d’acciaio. Nel corso di un vertice svoltosi in tarda serata a palazzo Grazioli, Umberto Bossi ha infatti confermato a Silvio Berlusconi il suo sostegno, invitandolo però a riavviare al più presto l’azione politica.

“Non preoccuparti per le voci che circolano, sto con te. Ma andiamo avanti con le riforme“: avrebbe detto ieri il leader del Carroccio al presidente del Consiglio, rincuorandolo sulla tenuta della loro alleanza. Una battuta che ha di certo confortato Silvio Berlusconi – provato ieri dalla notizia dell’avvio del processo a suo carico sul Rubygate previsto per il 6 aprile – ma non solo.

A ben guardare, infatti, il ministro padano avrebbe posto al suo alleato un aut aut ben definito: o prosegui sulla via delle riforme, partendo ovviamente da quella sul federalismo, o siamo pronti a staccare la spina al tuo governo e a condurre il Paese verso le elezioni anticipate. Uno scenario netto, privo di sfumature, con il quale Bossi ha tentato di ricordare al Cavaliere il senso profondo del loro patto, stretto su presupposti solidi e non più negoziabili.

E per rendere ancora più evidente il fatto che l’alleanza cementata tra Pdl e Lega non può prescindere dall’approvazione del provvedimento sul federalismo, i padani avrebbero rimarcato l’esigenza di raggiungere una maggioranza più tonda in Parlamento. Più precisamente, sarebbe stato il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, a ricordare lunedì al premier che la quota di 325 deputati attualmente centrata alla Camera non può rappresentare una garanzia del buon esito delle votazioni che contano nelle commissioni bicamerali e in Aula.

Da qui la richiesta di alzare l’asticella a 330 deputati: una “maggiorazione” che – notano in molti – può valere la prosecuzione della legislatura.

Maria Saporito

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