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Caso Ruby: Le elezioni anticipate sono più vicine?

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Le elezioni sembrano ormai più vicine, il silenzio della Lega sulla vicenda Ruby continua, ed è un chiaro segnale dell’intenzione di voler andare al voto. Intenzione più volte minacciata dal leader del Carroccio.
Berlusconi, che ha sempre escluso nella maniera più categorica di voler andare al voto, ora sembra volerci ripensare.

Portiamo a casa il federalismo e poi liberi tutti“, avrebbe detto il senatur, annuncio accompagnato da forti perplessità sulla tenuta del Pdl: “Silvio è circondato da coglioni”.
Il processo con rito immediato non lascia grandi spazi di manovra, difficile intervenire, e la condanna, nel caso il Pdl non riuscisse a fermare i giudici con il conflitto d’attribuzione o qualche altro escamotage politico-parlamentare, viene data per scontata.
I tempi inoltre sarebbero brevi, brevissimi. Già entro maggio potrebbe arrivare la sentenza di primo grado, a settembre la condanna in appello.

Secondo questi magistrati, ha detto, dal prossimo mese io dovrei andare ogni settimana in aula per i quattro processi. Vogliono trasformare l’Italia in un’aula di giustizia per impedirmi fisicamente di governare. È un colpo di Stato strisciante“. “Napolitano non farà nulla, inutile insistere“, ha tagliato corto con chi gli chiedeva di provare la carta Napolitano.

Per ora non sembra esserci un piano preciso, Berlusconi oscilla tra diverse ipotesi: resistenza a palazzo Chigi oppure voto anticipato.
Ieri si è persino diffusa la voce di dimissioni spontanee.
Ma Berlusconi non si fida: “Come faccio a dimettermi se mi sparano addosso? Non c’è nessuno che può darmi garanzie“.
Non resta altro che allargare la maggioranza, un’operazione resa ancora più impellente dopo che ieri in commissione Bilancio con l’arrivo a sorpresa dell’Udc Renzo Lusetti, il centrodestra è sceso a 24 contro 25.

In pratica, il governo non ha più i numeri per far passare i propri provvedimenti.
Una condizione che non fa che aumentare il nervosismo di Bossi e di Tremonti. “O arriviamo presto a 330 deputati oppure non ha più senso continuare a galleggiare. Approviamo il federalismo con la fiducia e andiamo a votare“.

Matteo Oliviero

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