Cinema: si è suicidata l’attrice Mangini. Fu la malafemmina di Totò

«Vostro figlio invece di studiare si perde con donne di malaffare. Un’amica».

Così veniva descritta Maria Luisa Mangini, in arte Dorian Gray, nel film Totò, Peppino e la malafemmina, prodotto nel 1956 con la regia di Camillo Mastrocinque.

L’attrice vi interpretò la parte dell’avvenente ragazza che aveva rubato il cuore del nipote dei fratelli Antonio (Totò) e Peppino Caponi (Peppino De Filippo). A considerarla una donna di facili costumi, un’altra donna che, innamorata del giovane, invia una lettera per avvertire la sorella di Antonio e Peppino e dunque madre del giovane studioso di medicina, andato a Napoli per studiare e ritrovatosi ammaliato dalla bellezza della Mangini.

Probabilmente sarà questo il ricordo più vivido che rimarrà impresso nella memoria degli appassionati di cinema, perché Maria Luisa Mangini ha deciso proprio oggi di togliersi la vita.

Il corpo dell’attrice è stato trovato senza vita poche ore fa in Trentino Alto Adige, la regione che le diede i natali, settantacinque anni fa.

La Mangini, già attrice di rivista, nella sua carriera collaborò a diversi progetti in cui furono coinvolti anche personaggi del calibro di Erminio Macario e Gino Bramieri, senza dimenticare Wanda Osiris, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.

A interessarsi alle sue doti di recitazione anche Federico Fellini, che la volle nel suo Cabiria nel ruolo di Jessy, e Michelangelo Antonioni che la scritturò per il lungometraggio Il grido.

Per lei anche un riconoscimento, per il film di Luigi Comencini, Mogli pericolose, dove venne premiata con un Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista.

A metà degli anni sessanta decise di lasciare il mondo dello spettacolo per ritirarsi nella sua terra in tranquillità. Serenità che evidentemente non aveva più da un po’, tanto da decidere di farla finita in un modo così cruento e così lontano dalle commedie brillanti che la fecero diventare famosa.

S. O.