Costantino della Gherardesca contro Sanremo: “Ogni minuto della programmazione rafforza il mio odio”

Costantino della Gherardesca racconta a Newnotizie cosa sia e da dove nasca la sua iniziativa Sanremo Chiuso, irriverente, dissacratoria ma, senza ombra di dubbio, coraggiosa in un’atmosfera di salamelecchi e politically correct. Il nodo centrale della questione posta dal noto giornalista è incentrato sul fatto che la RAI sia un servizio pubblico e che disponga in modo discutibile dei soldi dei cittadini, l’esempio principe della mancata cura verso la cultura degli italiani da parte dell’azienda di via Mazzini raggiunge il suo apogeo proprio con il Festival di Sanremo. Ecco il punto di vista dell’interessato.
Buongiorno, per prima cosa mi piacerebbe che lei ci spiegasse in cosa consiste Sanremo Chiuso.

Il festival di Sanremo non rispecchia la musica contemporanea. Sanremo Chiuso è un sito dove grazie alla satira e allo sberleffo si dicono delle grandi verità su un Festival oramai obsoleto, nonché disinformante. Il Festival di Sanremo non da spazio ai giovani musicisti italiani che meritano la nostra attenzione, è solamente guidato da interessi monetari e soggetto alla linea editoriale democristiana ed anti-progressista di RAIUNO.  Il nostro slogan è “diffondere ignoranza non è servizio pubblico”.

Dopo aver visto la prima puntata del Festival ieri sera si è rafforzata la sua convinzione oppure ha ravvisato qualche momento di qualità? Magari durante la canzone dei La Crus o di Battiato…

Ogni minuto di programmazione Sanremese rafforza le mie convinzioni ed il mio odio. Dopo aver preso in giro il povero Max Pezzali sul nostro sito mi è sembrato che il suo pezzo fosse il meno grave, in quanto pop e vagamente allegro in confronto alle altre lagne che lo circondavano. Battiato, per quanto mi riguarda, ha tradito la musica presentandosi a Sanremo ed è diventato un collaborazionista. Contrariamente a Pezzali Battiato conosce gli ideali di John Cage e LaMonte Young…per citarne alcuni…e portando pubblico alla disinformazione musicale li ha traditi.


Qual è stato il picco più basso della diretta a suo parere?

Il punto più basso della diretta è quando Morandi ed Elisabetta Canalis hanno citato Pulp Fiction con trent’anni di ritardo. Sembrava la televisione Uzbeka. Un’altra grande delusione è stata quando hanno voluto fare una gag “giovane” sparando a Morandi… e lui è sopravvissuto.

Il fatto che artisti come Afterhours, Bluvertigo, Gazzè, Subsonica, Silvestri (solo per guardare agli ultimi anni senza ricordare l’eclatante caso Tenco) non abbiano mai vinto (se non il solito premio della critica che ha sempre quel sapore di “Sei bravo ma sei nel posto sbagliato”) per volere del pubblico stesso non la porta a pensare che forse l’Italia desideri un Sanremo poco open mind e molto “grazie dei fior”. Oppure ritiene che il pubblico vada in qualche modo “educato”?

Sfortunatamente il pubblico è sempre meno disposto a essere coinvolto e quindi educato dalla televisione, il medium tv non regge il confronto con il web…oramai il web è più “freddo” e coinvolgente. Le leggi del “dumbing down” sono più forti delle nostre buone intenzioni. Detto questo si può fare propaganda illuminata o propaganda oscurantista. Sanremo sta facendo propaganda oscurantista, ovviamente, mentre una vittoria di Luigi Tenco sarebbe stata illuminante.

Morandi, Rodriguez, Canalis, Luca e Paolo, chi salva e perché?

Per quanto mi riguarda si salva solo Luca Bizzarri. La mia è una scelta totalmente arbitraria, mi sta simpatico solo lui. Per rallegrare il pubblico femminile e gay vorrei aggiungere che girano voci che sia molto dotato. Ma questo non incide sul mio giudizio! Contrariamente alla Canalis e Belen sono un professionista.

Intervista a cura di Valeria Panzeri

Newnotizie ringrazia Costantino della Gherardesca e Lorenza Mazzotti