E Vendola candida Rosy Bindi per il post Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:24

“C’è un elemento fondativo della narrazione berlusconiana nella scelta di mostrarmi nudo. Una subliminale chiamata in correità per dire che siamo tutti colpevoli e quindi tutti da assolvere”. Nichi Vendola non ha dubbi: la fotografia pubblicata lunedì da Il Giornale, che lo ritrae senza veli in un campo di nudisti frequentato 32 anni fa, è la dimostrazione lampante di quella “degenerazione” informativa favorita dai media vicini al Cavaliere.

“C’è una violazione della privacy che il premier tanto invoca per l’inchiesta sulle feste di Arcore, ma questa – ha denunciato il governatore della Puglia su La Repubblica – è la sua idea di libertà. La libertà del proprietario che considera la libertà altrui res nullius“.

Parla Vendola, consapevole di essere finito nel “mirino” del quotidiano che ha inventato il “metodo Boffo”: “Sono molto gratificato nel subire lo stesso trattamento riservato a Boffo, Mesiano, Marcegaglia e Boccassini – ha affermato il leader di Sel – Ciclicamente tocca anche a me. Lo stesso poligono di tiro della famiglia Berlusconi aveva pubblicato una mia foto al Gay Pride priva di qualunque significato con il titolo ‘Può quest’uomo fare lezioni di morale?'”.

“Certo che posso – ha risposto il governatore della Puglia – in particolare a molti politici del centrodestra che nascondono la propria identità. Io – ha insistito – non ho mai consentito di mentire a me stesso perché la verità è la bussola della mia esistenza”. Quanto al motivo che può aver spinto il Giornale a pubblicare quella foto, firmando di fatto un attacco personale: “L’obiettivo – ha spiegato Nichi Vendola – è l’equiparazione. Berlusconi non è pulito ma siamo tutti luridi, tutto è contaminato. Sono paradossali nei loro salti logici – ha aggiunto il pugliese – fanno contemporaneamente delle mutande la loro bandiera e vogliono mettere i braghettoni seicenteschi alle domande più difficili: sulla sessualità, sull’affettività, sulla vita e la morte”.

Per questo, ha aggiunto il leader di Sel, sono disposti a ricorrere a ogni mezzo: “Scatta la macchina del fango – ha ribadito – che cerca di mettere sullo stesso piano la rivendicazione della propria libertà e dignità con l’intangibilità e il sottrarsi al controllo di legalità. Berlusconi pensa per sé alla sacralità del corpo tipica del sovrano medievale“.

Come uscire allora da questo insidiosissimo cul de sac? “Per ridare all’Italia l’ossigeno che il berlusconismo le ha tolto – ha spiegato Nichi Vendola – urge rimuovere le macerie della Seconda repubblica. Ma se è genuino questo allarme bisogna evitare le inopinate aperture di credito a quei leghisti che sono un elemento centrale del degrado civile del Paese”.

“Facciamo allora una coalizione di emergenza democratica – ha precisato il presidente dei pugliesi –  reclutiamo le migliore competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d’interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada”.

Un progetto ambizioso che necessita della “guida” di una persona seria e affidabile, che – secondo Vendola – può essere riconosciuta in Rosy Bindi: “E’ una donna che rappresenta la reazione a uno dei punti più dolenti del regresso culturale – ha argomentato – ricopre un ruolo istituzionale-chiave come quello di vicepresidente della Camera e ha il profilo giusto per guidare una rapida transizione verso la normalità“.

Maria Saporito

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