F1, Ecclestone pensa al rinvio del Gp di Bahrain

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F1, Ecclestone preoccupato per la situazione in Bahrain- Mentre team e piloti stanno preparando le loro monoposto in vista della stagione più lunga in assoluto con ben venti gare in calendario, il patron della Formula uno Bernie Ecclestone si dice fortemente preoccupato della situazione venutasi a creare in Bahrain, sede del primo Gran Premio per questo mondiale targato 2011. Le manifestazioni e scontri avvenuti nei giorni scorsi (con tanto di feriti e morti) ha scosso fortemente l’assetto politico e sociale del paese, e la protesta del popolo che chiede un governo più democratico è tutt’altro che finita. Ecco perchè Ecclestone reputa che portare il circus con questo particolare clima sia rischioso ed assolutamente non prudente.

Il pericolo è ovvio, o sbaglio?” afferma : “Credo che ci sia il rischio che queste persone possano sfruttare l’onda mediatica del Gp per rendersi visibili a livello mondiale. Ad esempio, se riuscissero a creare dei problemi sulla griglia di partenza, avrebbero una visibilità assicurata.” La Formula uno diventerebbe il perfetto palco ove far sentire al mondo intero la voce che rompe il silenzio della dittatura, mettendo però in pericolo non solo il normale svolgimento delle varie sessioni previste ma anche l’incolumità di piloti ed addetti ai lavori. Un fatto non piacevole visto che si parla sempre e comunque di sport, argomento che poco c’entra con politica ed attualità.

Cosa fare dunque? “Non ne ho idea, è difficile dire cosa potrebbe succedere se la situazione dovesse peggiorare. Come ho già detto, devo parlare con il principe per fare il punto della situazione e capire quale sia la cosa giusta da fare” Conclude il vecchio Bernie. Discutere con il principe e sopratutto con gli organizzatori dell’evento, mettendo sul tavolo anche l’ipotesi del rinvio dell’intero evento, facendo quindi slittare la prima gara inaugurale a Melbourne in Australia verso fine marzo. Nulla è ancora ufficiale ma il tempo stringe e una decisione dovrà essere per forza presa. Per il bene di tutti.

Riccardo Cangini