Gemelline, ipotesi surreale: se Alessia e Livia fossero ancora in Svizzera?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:08

Il giallo creatosi attorno alle figure minute e innocenti di Alessia e Livia Schepp, le due gemelline svizzere scomparse da quindici giorni, sembra diventare un rebus ancora più complicato.

Gli enigmi si affollano nella mente degli investigatori e dei familiari, soprattutto in quella della mamma delle bimbe, Irina Lucidi.

In una storia così misteriosa è opportuno non tralasciare nessun dettaglio e alcuna possibilità ed  è proprio questo che gli inquirenti hanno scelto di fare: esistono delle piste privilegiate da seguire ma niente viene ritenuto impossibile, l’unica cosa certa è che Alessia e Livia non si sa più dove siano finite e che il loro padre, Matthias Schepp, con cui sono state fino al 31 gennaio, è morto suicida il 4 febbraio a Cerignola (Fg).

Ed è così che tra le tante ipotesi considerate vi è anche quella secondo cui le due bambine potrebbero non aver mai lasciato la Svizzera. Un’idea apparentemente strampalata, ma di cui si è fatto oggi portavoce il procuratore di Losanna, Pascal Gillieron, che, dopo la conclusione di un vertice a cui hanno preso parte membri delle polizie francesi, italiane e svizzere, si è espresso così: «Quella che le bimbe non abbiano mai lasciato il loro paese è ovviamente una delle ipotesi che non dobbiamo escludere. Abbiamo effettuato ricerche che sono risultate vane, ma ripeto che una delle ipotesi è questa».

Pensare, però, che le bambine non siano mai uscite fuori dalla Svizzera farebbe traballare quei pochi elementi considerati fino a oggi certi. Su tutti il viaggio che Alessia e Livia avrebbero compiuto, in compagnia del padre Matthias, il 31 gennaio da Marsiglia fino a Propriano, in Corsica, a bordo di un traghetto.

Stando alle notizie fornite nelle settimane scorse, Matthias Schepp comprò tre biglietti per quella tratta e le bambine, dunque, dovrebbero essere salite sulla nave.

Ma in questa storia, nulla riesce più a sorprendere.

S. O.