Gemelline, nuovo testimone: Ho visto Alessia e Livia su un’Audi nera

Un nuovo testimone, anche lui abitante di Propriano, ha confermato senza alcun dubbio che quella mattina dell’1 febbraio Alessia e Livia, le gemelline svizzere scomparse da sedici giorni, erano in Corsica.

E’ questa la novità che proviene dalle indagini degli inquirenti che si stanno occupando di un caso intricato, dai confini labili nel tempo e nello spazio.

Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo avrebbe visto un’Audi nera percorrere le strade della piccola cittadina situata nella parte meridionale dell’isola francese. A bordo dell’auto vi erano due bambine bionde che il testimone non ha avuto dubbi a identificare, dopo la visione delle foto segnaletiche, come le sorelline Schepp.

Non è ancora chiaro chi ci fosse alla guida, ma i dubbi dovrebbero essere pochi nel dedurre che nel posto del conducente ci sia stato il padre delle gemelline, quel Matthias Schepp che qualche giorno dopo si sarebbe suicidato gettandosi sotto un treno Eurostar nei pressi della stazione di Cerignola, comune in provincia di Foggia e che, adesso, si sospetta possa avere ucciso le proprie figlie in un raptus di follia, causato dall’incapacità di accettare la fine del proprio matrimonio e il mancato affidamento delle piccole.

Il lavoro degli investigatori da una settimana è concentrato soprattutto in Corsica, per più motivi.

Il primo è dovuto al fatto che l’ultima traccia lasciata da Schepp nel suo folle viaggio in compagnia delle proprie bambine sta nel registro dei passeggeri di un traghetto, salpato da Marsiglia il 31 gennaio e diretto appunto a Propriano: su quella nave c’erano le bambine, questo è certo.

Ma successivamente, ad avvalorare la tesi, sono giunti anche altri avvistamenti. Su tutti quello di Olga Ornek, una signora di mezza età che ha dichiarato con sicurezza di aver visto la famiglia Schepp passeggiare per Propriano la mattina dell’1 febbraio. Nel racconto di Olga, però, vi è un dettaglio misterioso e un po’ inquietante: la testimone è certa che i tre non fossero soli, insieme a loro vi era una donna bionda di circa cinquant’anni.

Tutti si chiedono chi fosse e gli stessi investigatori stanno cercando di capire se la versione della Ornek sia attendibile o meno.

Ancora non è stato chiarito se il nuovo testimone abbia ravvisato anche lui la presenza di questa figura fantomatica che avrebbe potuto prendere in cura le bimbe, mentre Schepp abbandonava la Corsica per andare incontro alla morte.

S. O.