Il paradosso dell’ora di religione: meno studenti, più professori

Il numero degli studenti che decidono di partecipare all’ora di religione è in calo. Ma, contrariamente a quello che ci si aspetterebbe, è invece in aumento quello dei professori che hanno in mano il certificato del vescovo e che hanno quindi il permesso di ‘insegnare religione’. E’ questa la contraddizione principale, segnalata da Repubblica, che emerge dalla lettura dei dati pubblicati dal ‘Servizio nazionale della Conferenza episcopale italiana per l’Insegnamento della Religione cattolica’.

Si tratta di un vero e proprio paradosso all’interno della scuola pubblica italiana, del tutto contrario alle più banali leggi di domanda e offerta.

Nello specifico, i dati dicono che negli anni 2009/2010 si è verificato un aumento, decisamente sproporzionato, degli insegnanti di religione, che sono cresciuti del 14%, passando dai 8.232 del 2008/2009 ai 9.369. Molte sono state, in particolare, le assunzioni tra i precari. Si tratta di un aumento giustificato? Pare proprio di no. Infatti, a fronte di questa determinata crescita di personale docente, va registrato un calo di circa 2% del numero dei ragazzi che hanno scelto di partecipare all’ora di religione, nonostante resti significativo l’aumento del numero generale degli studenti all’interno delle scuole italiane. E’ la stessa Cei a confermare questi dati.

Una situazione che rischia di surriscaldare ulteriormente gli animi dei colleghi. Mentre gli insegnanti di religione aumentano, tutti gli altri sembrano ricevere sempre meno attenzioni, sia dal Ministero dell’Istruzione che da quello dell’Economia, con la conseguente e dolorosa crescita di precari e la diminuzione dei docenti di ruolo. Nell’anno passato sono stati ben 10000 gli insegnanti che sono dovuto rimanere a casa e che hanno visto il proprio contratto perdere di valore da un giorno all’altro.
Giorgio Piccitto