La pagella energetica agli edifici italiani è negativa

Febbraio 2011. Se facessimo finta che il campione di 100 case monitorate da Legambiente sia l’immagine speculare dell’interna Italia, allora dovremmo bocciare tutti noi per la dispersione energetica delle nostre abitazioni e aziende.

Come accennato sopra Legambiente ha tenuto sotto osservazione un campione di 100 edifici in 15 città, fra privati, aziendali e pubblici per verificare il loro grado di spreco energetico: dalla sua inchiesta si evince il flop italiano degli edifici che non ottimizzano i consumi, ben 89 su 100 non hanno infatti passato l’esame risultato dal monitoraggio e soprattutto un dato emerge su tutti: come già era noto, solo nelle province di Bolzano e Trento esistono edifici che tutelano il risparmio energetico e si posizionano a pieni voti in classe A. Infatti, degli 11 edifici che hanno passato i test, tutti e 11 sono nelle 2 città del Nord-Italia

Non per denigrare le altre cittadine o province ma la regione del Trentino Alto Adige da sempre è attenta alla cultura dell’ambiente e della lotta allo spreco.

Legambiente ha usato una tecnica semplice quanto efficace, quella di fotografare la dispersione di calore degli edifici tramite apparecchiature apposite . Questo tipo di tecnica si chiama “termofoto” e permette quindi di vedere quali facciate o muri perimetrali siano afflitti dalla maggior dispersione di calore.

Se pensiamo che gli edifici privati o quelli delle aziende non siano tutti in classe A, per quelli pubblici pare che sia una certezza, infatti i risultati darebbero che su 19 edifici pubblici monitorati ben 18 non arrivino alla classe del maggior risparmio energetico, se ne salverebbe solo uno che ancora una volta è a Bolzano ed è la sede amministrativa della provincia.

Costruire case in classe A non è complicato o particolarmente oneroso, certo non si risparmia sui costi costruttivi, ma il 10-15% di materiali e posa che si va a spendere in più dovrebbe però essere risparmiato in riscaldamento, condizionamento e soprattutto in salute grazie al risparmio energetico e quindi al minor inquinamento.

Per ora gli italiani non sembrano preoccupati del risparmio energetico e dell’inquinamento, ma le cose stanno  cambiando con l’aumento delle bollette e dei problemi ambientali.

I.T.