La ragazza del libro dei fuochi di Jane Borodale, in anteprima le prime pagine del suo romanzo d’esordio

Il romanzo d’esordio di Jane Borodale, La ragazza del libro dei fuochi arriva anche in Italia dopo le positive critiche internazionali che ne hanno evidenziato il talento e la capacità di portare in vita una storia efficace sui rapporti umani, paragonandolo anche alle opere delle sorelle Brontë, ed essersi collocato nella terzina finalista del prestigioso Orange Prize.

La storia è ambientata nella Londra del 1752; Agnes Trussell deve affrontare una gravidanza non voluta e la povertà che la spinge ad accettare un lavoro come apprendista in un laboratorio di fuochi d’artificio. La ragazza inizia lentamente a conquistare la fiducia del misterioso John Blacklock e lo aiuta nel suo progetto di creare i fuochi d’artificio più belli di sempre. Con il passare del tempo sarà sempre più difficile mantenere il segreto sulla sua situazione e Agnes deve anche capire cosa si nasconde dietro il comportamento della governante di Mrs Blight.

In anteprima ecco le prime pagine di questo romanzo che ritrae in modo efficace la città di Londra in un’epoca passata tra strade, bassifondi e le stanze di una casa dove l’apparenza nasconde una diversa realtà.

Un estratto di La ragazza del libro dei fuochi di Jane Borodale:

Si ode lo stridio continuo della lama sulla pietra mentre affila i coltelli. La lama produce un rumore acuto che dà i brividi e che sento fra i denti. È novembre, e oggi è il giorno in cui uccideremo il maiale.
Sono in casa, china sul pavimento. Sto mettendo sulla brace dei pezzi secchi di corteccia d’olmo che s’incendiano attizzando il fuoco. Un odore caldo di funghi si alza e sui ciocchi si formano delle bolle di resina e umidità. Le fiamme alimentate scoppiettano e crepitano, facendo uscire dei getti colorati che sfrigolano. Una colonna di fumo denso si riversa rapidamente su per il camino e fuoriesce nel cielo come un liquido grigio nel latte. Appendo il mantice dalla cinghia e mi alzo in piedi. Il fuoco mi fa sentire bene. Brucia le cose e le trasforma in cenere; e nulla rende il mio scopo più chiaro.
Quando mi allontano, mi accorgo che la cucina è piena di fumo. Mia madre è indaffarata e senza fiato, si agita tra i cavalletti e il caminetto, e due chiazze di colore le spuntano sugli zigomi.
Il fuoco dev’essere una fiamma rovente, uno dei più caldi dell’anno. Deve servire a scaldare pentole grandissime e ricolme di acqua bollente, sterilizzare la pelle del maiale, e poi cuocere l’orzo e i pudding, il grasso animale e il grano pressati nelle budella lavate, che si mescolano con facilità nel calderone d’acqua. Mi dirigo verso la porta ed esco nel cortile per andare a prendere altra legna. Il clima non è ancora gelido da togliere il fiato, ma il freddo è alle porte. Non manca molto a San Martino, anche se le gelate non sono ancora iniziate come nella maggior parte degli anni passati, e il mio respiro forma una nuvola bianca davanti a me. Un timido sole si è alzato sulla valle, creando delle ombre sottili nel viottolo. L’aria umida odora di foglie marce, di letame e del fumo che esce dal camino. Sento i versi gutturali e sguaiati delle cornacchie appollaiate sui faggi in cima alla collina. Mio fratello affila le lame vicino alla porta di servizio, raschiando il metallo sulla pietra lontano da lui. Mentre attraverso il cortile in direzione della catasta di legno, vedo il coltello che mio fratello sta affilando catturare il luccichio del sole arancione in un lampo improvviso di luce accecante.
Arrivata alla catasta di legno, sussurro delle cose mentre estraggo rami e ciocchi e li ammucchio sul davanti del mio
vestito.
Mi chiamo Agnes.
Vivo in un cottage ai confini del villaggio di Washington, ai piedi delle Downs dove la sabbia si trasforma in argilla. Il viottolo che conduce al cottage è stretto e fangoso, e s’inonda di un candore latteo quando la pioggia si riversa giù dalla collina. Sopra di noi la scarpata è ricoperta di boschi, fino alle cime calcaree dove pascolano le pecore. Da anni, la famiglia di mio padre vive nel Sussex. Ho diciassette anni, spesso siamo affamati. Trascorro metà della mia giornata a tessere la stoffa per venderla. E per il resto del giorno, faccio quello che fanno le ragazze: mescolo il cibo nelle pentole, do il mangime alle galline, faccio fare il ruttino ai bambini, faccio il sapone, e cerco di guadagnare qualche soldo…

* * *
Il suo coltello si ferma. C’è una sensazione d’instabilità nell’aria, qualcosa che non torna in quello che dico. Smetto di parlare e metto in equilibrio i ciocchi sulla spalla per portarli dentro.
Sul pavimento della cucina c’è una pila di vasi presi in prestito. Li abbiamo avuti dalla signora Mellin giorni fa e li stiamo sterilizzando, lavandoli con acqua bollente. Mia madre sta contando uno a uno le cipolle e lo scalogno, pronta per tritarli. Allunga la mano verso il contenitore del sale sopra la mensola del camino.
«Madre! Hester sta piagnucolando» le dico ad alta voce sopra la confusione dei bambini, come se fosse sorda; e lei si allontana dal camino e scompare nella stanza sul retro, piegando il corpo lungo e scomodo sul letto a scomparsa per prendere in braccio Hester. Mentre culla la bimba su e giù lungo il fianco per farla stare tranquilla, la sua schiena si curva dentro i vestiti. A ogni nuovo bambino la sua pazienza si riduce.
Abbiamo debiti al villaggio. Il lavoro di mio padre rende meno da quando si è incominciato a recintare, lui è alla ricerca di un’occupazione qualsiasi, ma non ci sono più lavori di recinzione da fare nel circondario. La scorsa settimana è tornato
a casa con sei piccioni blu che abbiamo nascosto in una catasta di legna nel birrificio e poi li ha portati alla fiera di Pulborough. Mia madre è rimasta arrabbiata tutto il giorno e quando la sera lui è tornato, hanno litigato per ore, fino a che la candela non si è consumata del tutto. Quando la mattina dopo siamo scesi giù dalla camera da letto, mi sono accorta che una delle brocche era incrinata, ma era stata riposta ordinatamente sulla parte posteriore del ripiano. Questo è il terzo anno che non abbiamo una pezzo di terra da coltivare, e l’anno prossimo anche il terreno comune potrebbe non esserci più, quindi questo è l’ultimo maiale.

La ragazza del libro dei fuochi
Autore: Jane Borodale
Casa Editrice: Leggereditore
Pagine: 400
Prezzo: 12€

Beatrice Pagan