Il Milleproroghe passa al Senato. Ecco le novità

E’ giunto stamane il del Senato al decreto Milleproroghe, dopo che il voto era stato rimandato nella giornata di ieri. Adesso, prima che avvenga la conversione effettiva in legge, bisognerà attendere il pronunciamento della Camera dei Deputati che dovrebbe aversi entro la fine del mese.

La giornata di oggi ha riservato poche sorprese. I risultati sono stati chiari: 158 parlamentari hanno votato, 136 hanno optato per il no, mentre in 4 hanno deciso di astenersi.

A favore del decreto il Popolo della Libertà e la Lega Nord, contrari, invece, Udc, Futuro e Libertà, il Partito Democratico, l’Italia dei Valori e il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo.

Da segnalare la scelta del senatore Giuseppe Menardi che in disaccordo con il resto dei finiani ha deciso di non esprimersi.

Il decreto, che contiene più di mille emendamenti, ha al proprio interno alcune iniziative che fanno discutere, come la nuova tassa sul cinema: dal 1 luglio, e fino al 31 dicembre 2013, il biglietto di ingresso per andare a vedere un film sarà maggiorato di un euro. L’intento dei legislatori è quello di finanziare gli sgravi fiscali al settore cinematografico.

Rimanendo sempre nel campo dello spettacolo è da sottolineare la scelta di versare nuovi fondi al Fondo Unico per lo Spettacolo, le cui casse godranno di un’entrata extra pari a 15 milioni di euro.

Tra gli altri emendamenti, si ricorda quello che prevede l’istituzione del cosiddetto foglio rosa anche per i motorini e per le minicar: in questo caso, gli esami di guida non potranno essere sostenuti prima che decorra un mese dalla data del rilascio del foglio rosa. Inoltre, qualora si venisse rimandati, bisognerà attendere almeno un mese prima di sostenere un altro esame con la consapevolezza che ognuno potrà avere a disposizione soltanto due possibilità.

Notizie in chiaro scuro, invece, per il settore della carta stampata: un emendamento approvato con la sola opposizione dell’Idv, prevede il reintegro parziale dei 50 milioni tagliati a dicembre nella Finanziaria. Trenta di questi andranno agli editori di pubblicazioni cartacee, mentre quindi saranno destinati alle radio e alle piccole tv.

Ma i critici avvertono che il sistema necessita di provvedimenti strutturali più incisivi e queste elargizioni saltuarie possono risultare soltanto degli specchietti per le allodole.

S. O.