Nord Africa e Medio Oriente: il mondo in rivolta

Due morti e almeno tre feriti gravi. Questo il bilancio degli scontri di oggi ad Aden, principale città del sud dello Yemen. Lo scenario è quello del muro contro muro tra gli oppositori e i sostenitori del presidente Ali Abdullah Saleh, mentre i manifestanti cercavano di assaltare la sede del Municipio nel quartiere di Mansura.

A perdere la vita sono stati Mohammed Ali Alwani, giovane ventunenne morto insieme a suo padre. A riferire delle circostanze sono stati fonti mediche, che hanno riferito dei due decessi avvenuti mentre le forze dell’ordine sparavano colpi in aria per disperdere la folla di circa cinquecento persone.

Stesso tragico sfondo in Libia, a Tripoli, dove altre due persone sono rimaste uccise durante le proteste contro il regime di Gheddafi. In particolare a Bengasi c’è stata la violenta protesta di un centinaio di persone per l’arresto di un attivista. Nella notte i manifestanti hanno dato fuoco ad auto armati di bombe incendiarie. Una tensione ormai esplosa che, però, la televisione di Stato cerca di sminuire passando la notizia che in tutto il Paese sono in svolgimento numerose manifestazioni a sostegno dello stesso Gheddafi.

Niente di diverso in Bahrain, dove migliaia di persone hanno preso d’assalto la piazza centrale di Manama, capitale del Paese. Un corteo che sfilava invocando riforme radicali, a partire dalla fine del controllo della monarchia nella nomina dei membri di Governo.

Dopo le rivolte di Egitto e Tunisia, l’effetto domino sembra travolgere inesorabilmente tutti i regimi ancora in piedi. Sembrava finita in Africa, e invece le rivolte sono improvvisamente riesplose sabato scorso in Algeria, dove migliaia di poliziotti hanno bloccato gli oppositori del governo che avevano tentato di manifestare in sostegno del popolo egiziano. La risposta del presidente Abdelazziz Bouteflika non si è fatta attendere, con la promessa di più libertà democratiche e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Stesse rivolte, diverse reazioni. Resta l’incognita dei possibili esiti. L’unico elemento che accomuna la storia mediorientale e africana è la rete, l’esasperazione e la presa di coscienza del popolo.

Cristiano Marti