Pubblicità, un anno di crescita. Stampa ancora in sofferenza

Investimenti pubblicitari +3,8% nel 2010 rispetto al 2009. In forte crescita Internet con un +20% e bene anche cinema e radio.

Gli investimenti pubblicitari in Italia nel 2010 sono ammontati a 8 miliardi e 623 milioni di euro, con un aumento del 3,8% rispetto al 2009, incremento che diventa +4,7% prendendo come riferimento la sola pubblicità nazionale.

Una ripresa lieve ma significativa e al di sopra di ogni previsione, specie dopo l’affossamento iniziato due anni fa. È la stessa Nielsen, incaricata della ricerca, ad evidenziare i risultati. La società di analisi, infatti, focalizza l’attenzione sull’ultimo trimestre 2010, periodo che doveva rappresentare la fase più delicata dell’anno per il mercato pubblicitario, caratterizzato invece da un aumento degli investimenti in campo nazionale del 3,8%, dopo già l’ottimo risultato di novembre.

A guidare la crescita è Internet con un +20,1% su base annuale rispetto al 2009), seguita da cinema, +12,2%, direct mail +10,3%, radio, +7,7% e Tv, +6% considerando sia i canali trasmessi via etere che quelli satellitari marchi Sky e Fox.

L’unico mezzo a chiudere  in negativo è la Stampa, -4,3%, ma con segnali di ripresa nell’ultima parte dell’anno.

A pesare su questa vistosa e costante contrazione il calo degli investimenti sui periodici e sulla free press, rispettivamente -5,4 e -25%, mentre i quotidiani a pagamento, considerando però la sola parte commerciale nazionale, chiudono in lieve crescita rispetto all’anno precedente, restando comunque in negativo valutando l’intera pubblicità.

Per quanto concerne i settori che spendono di più in pubblicità, lo scorso anno è stato caratterizzato da una forte crescita delle aziende di largo consumo, soprattutto nei segmenti bevande/alcolici (+10,4%), distribuzione (+13,6%), cura persona (+14,0%). Altri settori storicamente trainanti o sono cresciuti con ritmi più blandi, come automobili, media/editoria e finanza/assicurazioni, o hanno chiuso addirittura in calo, come le telecomunicazioni, -1,1%.

Dalla ricerca si nota anche il cambio delle politiche pubblicitarie avvenuto in questo biennio di crisi. Le aziende d’abbigliamento, ad esempio, hanno diminuito la spesa sui periodici del 4,3% e in affissione del 12,1%,  proprio mentre i l’abbigliamento è diventato il primo settore per i quotidiani con un aumento del 13,2% rispetto al 2009. Viceversa, il settore automobili ha fatto registrare una forte riduzione della spesa su quotidiani (-12,7%) e periodici (-12,0%) bilanciata da un aumento di investimenti su internet (+16,5%) e tv (+7,6%). Su internet si nota, ancora, una crescita delle spese delle aziende del settore media/editoria del 44,5%, con questo settore che diventa il primo scavalcando quello di finanza e assicurazioni.

La televisione fa sempre la parte del leone, raccogliendo un ammontare di investimenti pari a 4 miliardi e 619 milioni di euro, seguita dalla stampa, che assorbe poco meno della metà. Internet genera ancora poco in valore assoluto, circa 363 milioni.

Marco Notari