Rito immediato: Berlusconi, il significato della decisione del Gip

15 febbraio. Ieri in mattinata il Gip Cristina di Censo ha deciso per il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi, capo di Governo, per le accuse di prostituzione minorile e concussione. La prima riguarda presunti rapporti sessuali con minorenni a Villa San Martino in Arcore, la seconda attiene invece alla telefonata in Questura in aiuto di “Ruby Rubacuori”, fatta secondo il Gip, in qualità di Presidente del Consiglio e non nell’esercizio delle sue funzioni, tesi quest’ultima sostenuta dalla difesa dagli avvocati del Cavaliere. Il procedimento adottato è quello del rito immediato; l’udienza, in linea teorica, si terrà il sei Aprile prossimo.

Già, in linea teorica, perchè il Presidente del Consiglio pare abbia diverse strade per evitare, o comunque rimandare il processo “immediato”, prima fra tutte quella del conflitto di attribuzione delle competenze, tra la Procura di Milano e il Tribunale dei Ministri.

In ogni caso, forse è bene fare un po’ di chiarezza;  qual è  il vero significato della decisione del Gip di Censo? Cosa vogliono dire le espressioni “evidenza della prova” e “fondatezza dell’accusa” ?

Innanitutto, il Giudice per le Indagini preliminari della Procura Milanese non ha espresso un giudizio di colpevolezza ai danni di Berlusconi e questo perchè, primariamente, non è suo compito farlo, o meglio, non lo è nelle funzioni di Gip.  Né, tantomeno, la di Censo ha inserito un parere personale sui presunti reati di Berlusconi nelle sue trenta pagine, quelle che sentenziano la necessità del processo a carico del Premier. Il Gip, ha “semplicemente” deciso che, l’impianto accusatorio messo in piedi dai magistrati milanesi è, appunto “fondato”. Le accuse non sono quindi basate su qualcosa di “etereo”,  ma esistono concreti elementi per i quali, la vicenda cosiddetta “Rubygate”, debba essere discussa nelle aule di Tribunale. Il termine più appropriato potrebbe forse essere “verificata”.

In sostanza, nei documenti portati all’attenzione del Gip dai magistrati milanesi, si rilevano fondati elementi in quantità e di qualità tale per cui questi stessi elementi, per essere chiariti fino in fondo, necessitano di tutti gli step ai quali il procedimento giudiziario è soggetto e dei quali, allo stesso tempo, è esclusivo garante.

Da qui, quindi, come avviene per tutti i processi, la possibilità per Berlusconi di essere assolto da ogni attribuzione di colpa, anche la più grave, anche dalla “montatura – più – infame”. Paradossalmente (almeno per qualcuno), una possibilità che tra l’altro, una volta formulate le accuse anche solo a livello mediatico,  senza un processo non potrebbe nemmeno avere, rimanendo  così confinato, a livello di opinione pubblica, nel limbo del dubbio di aver realmente commesso i reati a lui attribuiti.

A.S.