Ritornano le Brigate Rosse: proiettile calibro 40 inviato al Giornale

Un proiettile calibro 40 e un messaggio inneggiante alla lotta armata e velatamente minaccioso è giunto oggi nella redazione del quotidiano milanese Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti e di proprietà della famiglia Berlusconi.

Il gesto intimidatorio è stato ricevuto dalla segreteria della testata giornalistica sotto forma di un normale plico postale, solo che all’interno di esso non vi era una comune lettera. Dalla sede del quotidiano, è stato reso noto che il pacco è stato aperto soltanto dagli uomini della Digos prontamente chiamati a intervenire.

Il rinvenimento del contenuto, dunque, è stato comunicato ai giornalisti soltanto dopo l’esame da parte degli esperti.

Sul sito web de Il Giornale è stata pubblicata la foto del proiettile e il testo del messaggio che lo accompagnava, poche righe scritte al computer su cui è stato disegnata con un pennarello nero il simbolo storico del gruppo terroristico di estrema sinistra, Brigate Rosse: la famigerata stella a cinque punte.

Questo il contenuto della lettera: «Nell’attesa… dato che si parla per slogan… Berlusconi è un perdente. Il più grande Bunga Bunga era stato quello di Dalema a classe operaia e proletariato! Rinnovando tutti i nostri obiettivi e le nostre operatività viva la lotta armata per la libertà!». Firmato: Br-Nucleo Galesi per la costruzione del fronte antimperialista combattente.

Eventi simili si sono già verificati nel recente passato: sul finire del 2009 un’altra lettera arrivò alla redazione del quotidiano della famiglia Berlusconi. Quella volta venne svelata presto l’identità dell’imprudente apprendista terrorista.

In un periodo storico come quello in cui viviamo, con una crisi che, prima di essere politica, è sociale ed economica, con gli scandali nei palazzi del potere a farla da padrona rispetto alle esigenze di una popolazione, quella italiana, che continua a vedere scendere il livello della qualità della vita, non è facile capire se il fatto di oggi possa costituire la prova che esistano nuovamente le condizioni per un ritorno alla lotta armata o se tutto sia stato solo una sporadica trovata da parte di qualche nostalgico dell’estrema sinistra.

A decidere ciò saranno gli inquirenti, ma soprattutto la storia.

S. O.