Televoto Sanremo: multa da 50 mila euro, la Rai corre ai ripari


Il Festival di Sanremo 2011 è già sotto la scure della polemica: nonostante gli ottimi ascolti, non passa inosservata la sanzione di 50 mila euro per la questione televoto.

Il presentatore della kermesse, Gianni Morandi, ha ricordato, a fine puntata, il divieto dell’uso scorretto del televoto telefonico, ovvero dell’affitto di interi call center per favorire la vittoria di uno dei cantanti in gara. Questione di correttezza nei confronti dell’Antitrust, che ha minacciato multe salate per la Rai, un monito solo morale: al momento, non vi è una legge che vieti l’uso sconsiderato del televoto da casa.

In seguito alle feroci polemiche dello scorso anno, quando il vincitore del Festival condotto da Antonella Clerici, Valerio Scanu, fu eliminato da giuria demoscopica e orchestrali, ma rientrò e trionfò grazie al plebiscito del pubblico votante, la Rai aveva pensato ad una serie di misure preventive, ma ci pensò poi l’Agcom a stabilire determinati obblighi comportamentali nei confronti delle compagnie telefoniche: tali novità entreranno in vigore solo a fine 2011, ben oltre la fine della gara.

Il passaggio di testimone avvenuto a inizio trasmissione, con Antonella Clerici e prole e un emozionatissimo Gianni Morandi in smoking luccicante, ha ironicamente sancito anche un problema di cui la conduttrice dello scorso anno si liberava, ai danni della corrente edizione.

A tal proposito, il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, specifica: ”La sanzione, che la Rai considera contraddittoria, è relativa a omissioni informative in edizioni precedenti. Quest’anno, invece, nella serata in cui interviene il televoto, ribadiamo che il conduttore avviserà dei rischi riguardanti pratiche tecnologicamente avanzate ma illecite”.

Detto fatto: eliminate Anna Oxa e Anna Tatangelo dal primo girone, Gianni Morandi conclude la prima serata tirando fuori dallo smoking, stavolta non luccicante, un’informativa che legge al pubblico a casa.

Per ora, mamma Rai ricorre al Tar per evitare il salato conto presentato dall’Antitrust.

foto: AP / LaPresse

Carmine Della Pia