Auto Europa, vendite gennaio -1,7%. Fiat -20,4%

Anche il 2011 si apre con il segno negativo per il mercato europeo dell’auto.

Le vendite di auto nel mese di gennaio in Europa (i 15 Paesi Ue più la Svizzera) hanno registrato una flessione dell’1,7% rispetto al gennaio 2010. Il gruppo Fiat, dal canto suo, registra un calo di vendite del 20,4% e riduce la quota di mercato al 7,6%, dal 9,3% dello stesso mese 2010.

Le vendite complessive di gennaio, secondo le stime di Global Insight, ammontano a 1.020.270 vetture, contro 1.037.753 dello scorso anno. Il gruppo Fiat, che resta al quinto posto tra i costruttori, ha venduto 77.170 vetture, contro 96.946 di gennaio 2010.

Dai dati diffusi da Acea, nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA, le immatricolazioni totalizzate a gennaio ammontano a 1.072.548 unità, con un calo dell’1,1% rispetto a gennaio 2010, mese in cui si erano rilevate 1.084.771 unità immatricolate.

Da quanto comunicato da Pierluigi Bellini, associate director di Global Insight, il mercato di gennaio è stato ‘condizionato’ dalla buona performance della Germania, che ha messo a segno  un incremento delle vendite del 16,5%, mentre i dati del gruppo Fiat si confrontano con un gennaio 2010 in cui era ancora in vigore la proroga degli incentivi in Italia.

Tra i cinque maggiori mercati, Spagna, Italia e Regno Unito chiudono il mese con un calo a doppia cifra, mentre la chiusura è di segno positivo per Francia e, come anticipato, Germania. In tale scenario ancora negativo, dunque, segnali positivi provengono soltanto dai dati sulle vendite dei gruppi tedeschi: Volkswagen aumenta le vendite del 5,8% e porta la quota di mercato al 21,7%, Gm Opel (cresce del 4,5% e ha una quota del 7,9%, Bmw registra un salto del 19,8% e sale a quota 5,5% del mercato, Daimler cresce del 13,4% e porta la quota di mercato al 4,5%.

Per Eugenio Razelli, presidente di Anfia, “Il segno negativo di questo mese ci fa capire che c’è ancora strada da percorrere prima di poter parlare di una piena ripresa. Tre dei cinque maggiori mercati accusano ancora una flessione dei volumi, da cui si sottraggono la Francia, sostenuta dal piano incentivi fino alla fine dell’anno da poco concluso, e la Germania, dove la ripresa economica è stata più decisa. In assenza di misure di sostegno alla domanda o di altri fattori che diano impulso al mercato, sappiamo che, quest’anno, l’andamento delle vendite in Europa seguirà i ritmi del riassestamento economico e, secondo le attuali previsioni, segnerà una contrazione dei volumi attorno al 2% rispetto al 2010. Confidiamo, pertanto, in un graduale avanzamento dell’economia europea nei prossimi mesi, a cui farà seguito un naturale miglioramento del clima di fiducia dei consumatori, che torneranno a guardare con interesse al mercato dei beni durevoli”.

Marco Notari