La Russa e Meloni a Sanremo: il Popolo Viola canta Bella Ciao

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:29


La maggioranza scende in campo, precisamente al Teatro Ariston: il ministro per la Difesa, Ignazio La Russa, e il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, assisteranno alla terza serata del Festival di Sanremo.

Nobile l’occasione: i festeggiamenti in versione canora dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

La kermesse si trasforma in una serata tributo alle canzoni memorabili del nostro Paese, Nata per unire.

I 14 big si esibiranno sulle note di O sole mio, L’italiano, Il mio canto libero, tra le altre.

La Russa giunge a Sanremo e anticipa: “Manca un mese al 17 marzo, ma posso dirvi che entro domani il dado è tratto”. Il ministro si riferisce alle polemiche sorte circa la festa nazionale, che, di fatto, comporterebbe la chiusura di uffici e scuole. Le critiche sono state definite, dai due ministri della maggioranza, “sterili”.

“La ricorrenza è sacrosanta e va festeggiata, per questo sono contento che questa sera la Rai si mobiliti per questo”, ha aggiunto, poi, il presidente della Rai, Paolo Garimberti.

Presenti all’Ariston, inoltre, anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il sottosegretario ai Rapporti col Parlamento, Laura Ravetto.

La politica irrompe in teatro, ma anche fuori.

Numerosi attivisti del Popolo Viola, partiti questo pomeriggio da Genova, destinazione Sanremo, canteranno Bella Ciao, ma non si sa ancora se potranno farlo proprio davanti all’Ariston o nei pressi. “Ci hanno dato l’autorizzazione, ma non sappiamo bene per dove”, riferiscono gli attivisti.

L’iniziativa porta alla memoria la circostanza poco felice su cui era nato l’intento di festeggiare a Sanremo il 150/mo: tra le canzoni memorabili e rappresentative dell’Italia, erano state scelte anche il canto partigiano, Bella Ciao, e l’inno fascista, Giovinezza. Qualcuno gridò allo scandalo, parlando di un contraddittorio ridicolo e fuori da ogni contesto, così Gianni Morandi e il direttore artistico Gianmarco Mazzi furono costretti ad un immediato dietrofront.

Carmine Della Pia

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