Sanremo 2011: Luca e Paolo bersagliano Santoro e Saviano

I DUE COMICI PRESENTANO A SANREMO UN NUOVO SKETCH, ALL’INSEGNA DEL BIPARTISAN

Dopo il grande successo di Ti sputtanerò – la cover di Luca e Paolo che prende le mosse dal brano In amore di Gianni Morandi e Barbara Cola, e vede protagonisti Fini e Berlusconi – in molti si aspettavano una reazione, un segnale di vita dall’alto. E neanche a dirlo, la spallata del politically correct e del bipartisan a tutti i costi è arrivata impietosa a influenzare lo sketch dei due comici, forse l’unico momento televisivamente (e perché no, anche musicalmente) interessante di questo festival dei fiori. Dopo aver deriso due delle massime cariche dello Stato per il loro coinvolgimento in scandali di vario tipo, ora le due Iene hanno guardato (o forse, hanno dovuto guardare) all’altra sponda del fiume, mettendo alla berlina Michele Santoro e Roberto Saviano.

“Parliamo del pelatone, quello che se non ci dice quello che dobbiamo pensare siamo fregati, quello che risolvo tutto io e la lotta alla mafia la faccio io”, hanno esordito i due comici. Ma mentre nel gioco delle parti Luca alludeva chiaramente a Silvio Berlusconi, Paolo è arrivato con il colpo di scure: “Roberto Saviano!”. L’inquadratura successiva ha mostrato chiaramente il direttore di Raiuno Mauro Mazza e il direttore artistico del festival Gianmarco Mazzi piuttosto sorridenti. Sollevati, forse, verrebbe da pensare.

Dopo aver ironizzato sulle lunghe pause di Saviano, le due Iene hanno riproposto il gioco delle parti: “Lascia perdere Saviano! Parliamo di quell’altro, quello che gli piacciono le gigione, quello che ogni tanto chiama il Presidente della Rai e lo tratta come se fosse un suo dipendente“, ha detto Luca, riferendosi sempre al Cavaliere. E di nuovo Paolo è intervenuto con il ‘misunderstanding’: “Ahhh…allora parliamo di Michele Santoro!“. E via battute su come Santoro tema da 15 anni di essere censurato e poi vada sempre (ma proprio sempre?) regolarmente in onda. O sulla presenza ad Annozero della giornalista Beatrice Borromeo, giovane e bella, sempre presente in studio mentre Sandro Ruotolo viene puntualmente spedito in esterna.

Al di là di tutto questo umorismo caricaturale (che sebbene palesemente guidato non è risultato poi troppo greve), ciò che ha pesato di più è stata la battuta di Luca, che per zittire il suo collega ha detto: “Non si toccano Santoro e Saviano! Hai mai sentito scherzare su di loro negli ultimi anni? E allora chiediti il perché! Quelli sono i buoni e non si toccano! Poi ci sono i cattivi e tu fai la satira sui cattivi!”. Una palese irrisione del manicheismo di cui la sinistra è spesso accusata proprio dalla maggioranza e dai suoi giornali di regime (ricordate la questione della “superiorità morale della sinistra”?).

Il contrappunto comico prosegue con frecciate a Fini, Montezemolo e persino (alludendo) a Papa Benedetto XVI. Ma quel nome che aleggia nell’aria non si fa mai. E anche se Luca e Paolo sono bravi a destreggiarsi sul rovente palco della par condicio sanremese, alla fine la sensazione è che lo sketch pilotato abbia tolto loro un po’ di freschezza e mordente.

Roberto Del Bove