17 marzo. Si va verso la festa dei 150 anni dell’Unità d’Italia

Guardate il mio sorriso”, risponde il Ministro Giorgia Meloni quando le hanno chiesto come andrà a finire al vicenda della festa nazionale del 17 marzo.
Molto probabilmente quindi il 17 marzo prossimo, 150? anniversario dell’Unità d’Italia, sia festa nazionale a tutti gli effetti, con tanto di scuole, fabbriche e uffici chiusi.

Proprio oggi si terrà il Cdm che prenderà una decisione dopo settimane di muro contro muro tra chi è favorevole a rendere il 17 marzo festa nazionale e chi no.
“Federalismo e unità d’Italia devono marciare insieme” ha detto un altro Ministro,  La Russa ieri sera al Tg3, indicando un percorso comune e condiviso con i ministri della Lega.

Il governo sembra aver recepito i molti segnali giunti sia dalla società civile che dalle autonomie locali.
L’associazione dei presidi, per esempio, ha ribadito ieri quanto aveva sostenuto anche nei giorni scorsi, e cioè che le scuole devono stare chiuse, come in tutte le feste di serie A che si rispettino.
Similmente, nei giorni scorsi era arrivato l’appello concorde sia dell’Associazione dei Comuni italiani (Anci) che dell’Unione delle Province (Upi).

Ieri mattina, il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, aveva lanciato un ennesimo, pressante appello affinché il governo considerasse il valore simbolico e morale della festa dell’Unità: “Se il 17 marzo fosse festa nazionale sarebbe meglio, perché sapere che quel giorno si sta a casa può far accendere nei cittadini la scintilla che si tratta di un anno particolare. Mi auguro quindi che il Parlamento approvi la mozione, perché sarebbe ben strano celebrare quasi vergognandosi di dire che è una festa di tutta l’Italia”.
Ricordando anche che “il 25 aprile è Pasquetta e il primo maggio cade di domenica: quindi da un punto di vista economico mi pare uno sforzo sopportabile per le imprese”.

Matteo Oliviero