Alfano: avanti tutta con la riforma sulla giustizia

E alla fine il Guardasigilli ha deciso di non tirarsi indietro. Dopo i tentennamenti annunciati da alcuni membri del suo staff alla vigilia del Cdm convocato per oggi, Angelino Alfano ha scelto di portare sul tavolo dei ministri la riforma della giustizia.

Il responsabile di via Arenula ha infatti presentato una relazione introduttiva sul provvedimento che più sta a cuore al presidente del Consiglio, soffermandosi su alcuni punti considerati focali. Separazione delle carriere di giudici e pm, doppio Csm, inappellabilità delle sentenze di proscioglimento e responsabilità civile dei magistrati: sono queste solo alcune delle misure messe a punto nelle recenti bozze del ddl costituzionale e presentate questa mattina da Alfano agli altri membri dell’esecutivo.

A esse potrebbero aggiungersi anche eventuali misure sulle intercettazioni per via ordinaria  (un ulteriore “giro di vite”) e sui maggiori poteri da affidare allo stesso ministro della Giustizia. La relazione pronunciata dal Guardasigilli questa mattina, pronta dallo scorso mese di novembre, avrebbe già incassato il “placet” della squadra di governo, imponendosi come la prima “stazione” di un iter fortemente voluto da Silvio Berlusconi.

Lunedì prossimo la Camera sarà invece chiamata ad esprimersi sul conflitto di attribuzione contestato alla Procura di Milano che sta indagando sul cosiddetto Rubygate. I legali del premier e con loro lo stesso Angelino Alfano rivendicano infatti da tempo la necessità di “strappare” ai pm di Milano le carte della delicata inchiesta per consegnarle agli unici giudici autorizzati – a loro dire – a procedere:  quelli del Tribunale dei ministri.

Maria Saporito