Bologna: Delbono condannato a un anno e sette mesi. Ma i guai non finiscono qui

Flavio Delbono, ex sindaco di Bologna travolto poco più di un anno fa da uno scandalo che lo ha portato a essere inquisito per le accuse di uso illecito di denaro pubblico, truffa aggravata, peculato, intralcio alla giustizia e induzione a rendere false dichiarazioni ai magistrati, ha accettato la condanna a un anno, sette mesi e dieci giorni.

La volontà di puntare al patteggiamento era stata già resa manifesta lo scorso dicembre.

All’indomani dello scandalo, Delbono cedette la propria poltrona di sindaco del capoluogo emiliano.

Al centro delle attenzioni dei magistrati c’è stato l’uso improprio di ingenti somme di denaro per effettuare viaggi privati con la sua ex compagna Cinzia Cracchi e e pressioni fatte su quest’ultima per dissuaderla dall’intenzione di confessare tutto in Procura dopo che l’inchiesta a suo carico fu ufficializzata.

Del Bono ha accettato anche di risarcire il Comune di Bologna con una cifra pari a 46.000 euro: 21.210 di danno patrimoniale, altrettanti per danno d’immagine, più 4.000 di interessi.

Ma le beghe giudiziarie per l’esponente del Partito Democratico non sono finite qui.

A suo carico pendono ancora diverse accuse: tra non molto, infatti, riceverà la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura per la vicenda del bonus mantenuto in busta alla ex compagna dopo il suo passaggio in pianta stabile al Cup (una società industriale leader in Italia nella sanità elettronica e nelle reti Internet per l’assistenza, ndr).

Per questa vicenda, Delbono insieme al direttore generale del Cup Mauro Moruzzi, l’ex direttore generale del Comune Gaudenzio Garavini e un’altra funzionaria del Comune hanno ricevuto l’avviso di fine indagine per abuso d’ufficio e l’ex sindaco è accusato di concorso esterno.

Infine, l’ex primo cittadino è tuttora indagato per corruzione, insieme all’installatore di pc Mirko Divani, per la vicenda del bancomat prestato sempre alla Cracchi.

S. O.