Ciclismo, Riccò dimesso dall’ospedale: presto sarà interrogato

CICLISMO, RICCO’ DIMESSO – Torna a casa Riccardo Riccò: il ciclista 27enne è stato dimesso dall’ospedale di Baggiovara, dov’era ricoverato da circa due settimane.
Ora, l’atleta emiliano sarà ascoltato in Procura in relazione all’indagine anti-doping aperta dal tribunale di Modena dopo le dichiarazioni choc del medico di Riccò, che ha rivelato l’ammissione del ciclista di essersi sottoposto ad autotrasfusioni di sangue. E che per questo stava per morire.

Il caso – Riccardo Riccò fu ricoverato il 6 febbraio: gli erano stati diagnosticati un’embolia polmonare e un blocco renale. Salvo per miracolo, confidò al medico di essersi sottoposto ad una trasfusione effettuata da solo, in casa, con del sangue conservato in frigorifero. Il tutto per “pulire” il proprio corpo dalle tracce di medicinali vietati e sfuggire ai controlli anti-doping. Una follia.

L’inchiesta – Dopo le rivelazioni del medico, la Procura di Modena ha aperto un’inchiesta sull’accaduto per violazione delle legge n. 376 del 2000: materia antidoping. Il ciclista sarà ascoltato a giorni: ora che sta meglio potrà finalmente dire di persona la sua verità. Losca e triste, a quanto pare.
Riccò rischia l’incriminazione penale oltre che la pressocchè certa radiazione dalle corse: il “Cobra”, infatti, fu già travolto dallo scandalo doping durante il Tour 2009. E fu squalificato due anni.

Un caso difficile, un ragazzo che ha sbagliato e continua a sbagliare. Ma non va lasciato solo: le conseguenze potrebbe essere peggiori.
Marco Pantani e la sua tragica fine siano d’esempio.

Edoardo Cozza