Da Roma a New York i vincitori del Young Architects Programs

Un arcipelago immaginario di isole mobili da disporre in combinazioni differenti a seconda delle necessità e degli usi. E’ WHATAMI, il progetto dello studio romano stARTT, vincitore della prima edizione di YAP MAXXI, il programma per la promozione della giovane architettura istituito a New York dal MoMa nel 2000 e che, per la prima volta, quest’anno, coinvolge anche lo spazio espositivo romano.
Una piccola area verde per accogliere concerti ed eventi estivi, uno spazio in cui riposare e da cui ammirare la struttura fluida del MAXXI, un giardino costellato da fiori giganti in grado di fornire ombra durante il giorno e luce la sera ma anche acqua e musica. Un gioco compositivo in omaggio alle mappe geografiche di Alighiero Boetti, a cui è dedicato il piazzale del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo. WHATAMI è infatti la corruzione di “What am I”, declinazione industriale del primo puzzle inventato nel 700 e costituito da una cartina geografica.
Un progetto speciale con una particolare attenzione alla sostenibilità e al riciclo: le colline artificiali saranno, infatti, realizzate prevalentemente con materiali di riuso come paglia, membrana geotessile e plastica e, una volta smontate, saranno donate al quartiere per essere riutilizzate, con gli elementi luminosi.
Insieme a WHATAMI, due giurie con rappresentati del MoMa e del MAXXI hanno selezionato in una rosa di cinque finalisti per ciascun museo anche lo studio di Brooklyn Interboro Partners, con il progetto Holding Patterns, come vincitore della dodicesima edizione del Young Architects Program a New York. Entrambi i progetti saranno realizzati e inaugurati a giugno 2011, insieme ad una mostra dedicata a tutti i lavori finalisti.

Valentina De Simone