Fuga da Fli, Briguglio choc: “Deputati comprati come escort”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:58

Sembra non aver fine il duello tra Pdl e Fli. E la spaccatura di Futuro e Libertà, assieme alla fuga di deputati dal partito che rischia ora di perdere il gruppo a Palazzo Madama, estremizza lo scontro.

“È necessario che la presidenza della Repubblica affronti con urgenza il caso Fini. Ormai il presidente della Camera è incontenibilile rispetto all’usurpazione dell’immagine che deriva dall’uso del suo ruolo istituzionale per fare politica di parte”, sostiene Jole Santelli, vice presidente dei deputati del Pdl, riferendosi agli attacchi rivolti ieri da Fini al premier Silvio Berlusconi, accusato di allargare la maggioranza facendo ricorso alla propria immensa ricchezza.

Sulla stessa linea il senatore Giuseppe Menardi, uscito martedì da Fli, che definisce “un’ingiuria” le dichiarazioni di Fini, secondo cui, dietro gli addii dei futuristi, ci sarebbero i soldi del Cavaliere. “È del tutto evidente – spiega il senatore, intervenendo a Mattino Cinque – che” Berlusconi abbia una notevole potenza economica, ma “per quanto mi riguarda non ha in alcun modo interferito né nella mia scelta né nella mia azione politica fino ad oggi”. E non ha influito neppure la “questione delle poltrone – continua – È una questione di profonda convinzione. Mia madre ha 92 anni e quando mi ha chiesto se Fini va con i comunisti ho capito che ci stavamo allontanando dall’elettorato”, in una sorta di “deriva, sancita dall’Assemblea di domenica, sempre più a sinistra, con una possibile alleanza di tutti contro Berlusconi. Questo antiberlusconismo con la bava alla bocca – conclude Menardi – non corrisponde né al progetto iniziale di Fli nè al mio stile di vita”.

Duro nei confronti del presidente della Camera è anche l’ex di Alleanza Nazionale, ora berlusconiano, Maurizio Gasaparri. Fini “accusa alcuni esponenti che lo avevano seguito nella sua sortita politica, finita con aperture ad un’alleanza con tutte le sinistre pur di sconfiggere il centrodestra, di cedere ad ambigue offerte. Dimentica, invece, che alcuni membri del governo Berlusconi si sono dimessi dai loro incarichi per aderire alla sua proposta”, ricorda il presidente del gruppo Pdl al Senato.

Ma, intanto, arrivano le dichiarazioni choc di Carmelo Briguglio, che rispondendo all’editoriale di Giuliano Ferrara apparso oggi su ‘Il Foglio’, parla di acquisti di deputati “come se fossero escort”. “Giuliano Ferrara, che pur sempre è direttore di un Foglio di proprietà della famiglia del premier, ha smesso i panni del consigliere raffinato e avveduto e scende nella mischia con piglio arcigno degno della coppia Sallusti-Santanchè e con tesi (absit iniuria verbis) obiettivamente strampalate – spiega Briguglio – Accusare Fini di essere grottesco per avere detto sul Secolo la verità senza ipocrisie dell’attacco sferrato a lui e a Fli da Kim Jong II (definizione ferrariana dell’Amor Suo), è questo sì grottesco. Dinanzi allo shopping aperto di deputati con metodo non dissimile da quello usato per escort e ragazze delle notti di Arcore – sottolinea il finiano – cosa dovrebbe fare il presidente della Camera, fare finta di niente?”. “Nonostante le mutande di Ferrara, ormai il re è nudo – conclude Briguglio -. Tentare di tirare dentro questo squallido mercato addirittura il Capo dello Stato è appunto grottesco”.

Parole, quelle dell’esponente futurista, che suscitano la viva reazione del pidiellino Franco De Luca, il quale chiede a Fini di censurare Briguglio e il paragone tra deputati ed escort.

Ma in casa Fli non ci stanno. ”Il presidente Fini dovrebbe censurare non Briguglio ma quasi tutte le testate nazionali e internazionali che denunciano ogni giorno il mercato dei deputati – contattacca il deputato finiano Aldo Di Biagio – Il collega De Luca sa molto bene che lo shopping parlamentare non è una fantasia né di Briguglio né dei giornalisti, molti dei quali vivono e vedono quanto succede nel Palazzo. Se qualcuno pensa che non reagiremo per bonton all’attacco sferratoci dall’impero berlusconiano si sbaglia”.

Raffaele Emiliano