G20, Francia gela aspettative accordo su indici squilibrio

Parigi gela i fermenti sulle aspettative di un primo accordo sulla misurazione degli squilibri economici mondiali sostenuto più volte dai recenti interventi del Fondo Monetario Internazionale.

L’Fmi anche ieri ha ribadito la gravità del gap nella crescita delle diverse economie a livello globale e il rischio di un “surriscaldamento delle economie emergenti” senza un cambiamento delle politiche attuali.

Ma per Christine Lagarde, ministro dell’Economia francese, se il G20 raggiungerà un accordo preliminare su quali siano i parametri su cui concentrarsi si tratterà già di un grande progresso. Intervenendo all’Istituto di finanza internazionale, il ministro transalpino ha sottolineato che “La questione è al centro di forti dibattiti al momento e lo sarà ancora nei prossimi due giorni, perché alcuni paesi non vogliono che li possa identificare con la tale politica o la tal’altra”.”Avremo già fatto un grande passo in avanti se ci sarà un accordo di principio”.

“Non credo che si avranno dei parametri pronti per aprile. Credo che una scadenza più realistica possa essere l’incontro di ottobre, ma il comunicato di Parigi potrebbe forse fare menzione del piano d’azione”, il commento di un delegato di un paese emergente.

Fmi e Usa reputano invece fondamentale che si giunga ad un accordo su una serie di indicatori già in estate in modo che possano elaborarsi delle linee guida già entro le fine del 2011 e iniziare già dal prossimo anno a muoversi nella direzione di coordinare le politiche economiche a livello globale con l’obiettivo di ridurre gli squilibri sempre più evidenti tra le economie tradizionali, gran parte delle quali ferme, e quelle emergenti, che rischiano di presentare un eccessivo avanzo delle partite correnti, problema in verità sorto anche per la Germania.

Ma, mentre su deficit e debito sembrano tutti d’accordo, su altri indicatori quali i tassi di cambio reali o le riserve di valuta estera le controversie non sembrerebbero per ora placarsi.

L’intervento di Lagarde confermerebbe, ancora, che al vertice di Parigi non si riuscirà nemmeno a stilare un elenco di cinque parametri sui quali dovrebbe basarsi la valutazione del contributo che i singoli paesi danno agli squilibri globali.

Marco Notari