Gemelline, foto Schepp: era davvero solo nel parcheggio? C’è chi dice no

Il giorno dopo la pubblicazione delle nuove fotografie che ritraggono Matthias Schepp, il padre delle gemelline svizzere, Alessia e Livia, scomparse da quasi venti giorni, da solo a Marsiglia, tante sono le domande che si affollano nella mente di chi sta seguendo il caso.

Pensare che le bambine non abbiano fatto il viaggio – che ricordiamo si è concluso con il suicidio dell’uomo presso la stazione di Cerignola, in provincia di Foggia – con il padre, non è più un’ipotesi strampalata.

Già due giorni fa, il procuratore di Losanna, Pascal Gillieron, aveva reso noto che gli inquirenti non escludono la pista che vedrebbe Alessia e Livia ancora in Svizzera, custodite da qualcuno. Oggi, però, con le decine di scatti che hanno fatto rapidamente il giro del web, i sospetti si rafforzano.

A cercare di dare un senso ai numerosi pezzi del puzzle sono in molti. Anche su Facebook, c’è chi cerca di dare una mano alle indagini suggerendo nuove interpretazioni di un giallo che sembra essere stato creato dalla sapiente penna di uno scrittore. Però, stavolta, è tutto vero e in gioco ci sono le vite di due gemelline di sei anni.

Ma ritorniamo alle fotografie.

Tra le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza in vari punti della città di Marsiglia, ce ne sono alcune che ritraggono Matthias Schepp all’interno di un garage sotterraneo, la mattina del 31 gennaio scorso: l’uomo posteggia la propria Audi nera poco dopo le ore 10,30, sembra solo. In un particolare fotogramma, però, si vede l’uomo posare qualcosa all’interno dell’abitacolo: il curioso gesto ha suscitato l’attenzione di alcuni navigatori del web. C’è chi ha ipotizzato che il padre delle bimbe non stesse poggiando qualcosa sul sedile, ma consegnando l’oggetto a qualcuno seduto all’interno.

L’idea che potrebbe apparire, e probabilmente lo sarà anche, un po’ azzardata – non fosse altro che il custode del parcheggio si sarebbe dovuto accorgere della presenza o meno di qualcun altro oltre a Schepp – trova però sostegno nei fotogrammi successivi che vedono l’uomo allontanarsi dalla vettura lasciando la portiera aperta.

Tutto si svolge nell’arco di quaranta secondi e non ci è dato sapere, ma la speranza è che gli inquirenti si adoperino a tal proposito, se Matthias Schepp ritorna verso l’auto per porla nell’apposito box o se essa sia stata parcheggiata da un’altra persona. Il custode? O chi?

Passano cinque ore e il padre delle bambine ritorna nel sotterraneo del parcheggio per ritirare l’Audi. Schepp porta con sé un piccolo zainetto nero, che non aveva al momento la mattina dell’arrivo.

Chi gliel’ha dato? L’ha acquistato? E, soprattutto, cosa contiene?

Dalle notizie diffuse nelle scorse settimane era emerso che Alessia e Livia sarebbero salite, in compagnia del padre, su un traghetto salpato proprio da Marsiglia, quel 31 gennaio, e che le avrebbe portate poco dopo a Propriano, in Corsica.

Tutto farebbe pensare che le bambine quella mattina si trovassero da tutt’altra parte, forse nemmeno a Marsiglia, città che avrebbero raggiunto in un secondo momento. Ma: accompagnate da chi?

Simone Olivelli