Quando i premi Oscar li assegna un computer

SI CHIAMA “FATTORE Y” IL MODELLO INFORMATICO CHE PRONOSTICA I VINCITORI DEI PREMI OSCAR

Gli oltre seicento giurati della Academy devono essere davvero prevedibili per Iain Pardoe, il consulente statistico che ha sviluppato quello che ormai è diventato noto come “Fattore Y”. Questo modello informatico, secondo le intenzioni del suo autore, sarebbe capace di pronosticare i vincitori ai quattro più importanti premi conferiti dalla Academy: parliamo degli Oscar come miglior attore, miglior attrice, miglior regista e miglior film.

Ma è possibile che una sequenza di numeri possa dare un risultato esatto nell’assegnazione di un premio, influenzata di per sé da numerosi fattori “variabili” (reali meriti artistici, certo, ma anche incassi e influenza delle case di produzione e distribuzione)? Stando ai risultati sembrerebbe di sì, visto che negli ultimi due anni il “Fattore Y” ci ha sempre preso. Anche quest’anno il modello di Pardoe ha dato il suo pronostico: a Colin Firth sarà assegnato al 99% l’Oscar come miglior attore, e il film da lui interpretato, Il discorso del re,  ha otto possibilità su dieci di vincere quello per il miglior film. Al 93% l’Oscar per la regia andrà a Tom Hooper, autore della stessa pellicola, incentrata sulle vicende del re Giorgio VI. Nathalie Portman, sempre secondo il “Fattore Y”, ha l’87% di possibilità di aggiudicarsi l’Oscar come miglior attrice, per la sua interpretazione in The Black Swan.

Ma su quale base avviene il calcolo da parte del modello sviluppato da Pardoe? Il sistema rielabora dei numeri che si riferiscono alle nomination passate, agli Oscar già vinti, ai premi stranieri già conquistati, secondo alcuni criteri semplici: essere già stati nominati in passato aumenta le possibilità di vittoria, mentre essersi già giudicati l’ambita statuetta invece riduce le possibilità. In attesa della cerimonia di premiazione di quest’anno, che si terrà al Kodak Theatre di Los Angeles il prossimo 27 febbraio, in molti si sono interrogati sulla validità di questo modello matematico. Ma dopotutto agli ultimi mondiali di calcio non siamo stati tutti con il fiato sospeso per i vaticini di un polpo?

Roberto Del Bove