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Riforma Giustizia, Palamara: Sono azioni punitive. Bondi: L’Anm straparla

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L’affondo sulla giustizia con il ministro Angiolino Alfano che si è detto pronto a mettere immediatamente sul tavolo del dibattito la proposta di riforma, già a partire dal Consiglio dei Ministri convocato per la giornata di oggi, ha suscitato le prime reazioni.

Se dall’opposizione non si lesinano le critiche per un’azione che viene interpretata come l’estremo tentativo per intralciare il lavoro della magistratura che tra poche settimane avrà nella propria agenda un processo a carico del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusato di prostituzione minorile e concussione nell’ambito dell’inchiesta denominata Rubygate; le critiche oggi sono arrivate anche dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), di cui si è fatto portavoce direttamente il presidente, Luca Palamara.

Per Palamara, la proposta di Alfano che, ricordiamo, punta molto sulla separazione delle carriere di giudici pm, sul doppio Csm, sull’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento e la responsabilità civile dei magistrati, oltre a prevedere una revisione della normativa che disciplina le intercettazioni, rientra all’interno di «un copione già visto: ogni volta che emergono vicende giudiziarie che coinvolgono il premier, prima arrivano insulti, poi seguono iniziative legislative punitive per i magistrati».

A rispondere prontamente al presidente dell’Anm, però, è arrivata una nota del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, che ritiene «stupefacente e inammissibile che l’Associazione nazionale magistrati definisca ‘iniziative legislative punitive per i magistrati’ proposte di riforma dell’ordinamento giudiziario, concepite per migliorarne e renderne più giusto il funzionamento nell’interesse dei cittadini, che il Consiglio dei ministri ha il diritto di proporre e il Parlamento di discutere e di emanare».

Bondi poi ha concluso dicendo: «L’Anm ricordi che i magistrati sono la bocca della legge, che le leggi le approvano i Parlamenti e che la sede della sovranità democratica e legislativa deve essere rispettata da chi ha solo il compito di amministrare la giustizia sulla base delle leggi approvate dal Parlamento».

S. O.

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