Ruby, verbali: “Berlusconi propose di fingermi nipote di Mubarak”


Dai verbali inerenti l’incontro tra Ruby e i pm di Milano, emergono dettagli sul caso: “Berlusconi mi consigliò di spacciarmi per la nipote di Mubarak”.

In agosto, Ruby Rubacuori colloquiò più volte con i pm che si sarebbero occupati, mesi dopo, del caso Berlusconi, sfociato in un processo che si terrà il prossimo 6 aprile, per le accuse di concussione e prostituzione minorile.

Dopo aver svelato della relazione sessuale tra il premier e Noemi Letizia, allora minorenne, la ragazzina rivela particolari aggiuntivi: “Berlusconi scoprì che ero minorenne e senza documenti e, avendogli detto di essere falsamente egiziana, mi propose di farmi passare per la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak”.

La ragazza aggiunge che il presidente del Consiglio avrebbe potuto procurarle, poi “documenti comprovanti la mia nuova identità, se ne sarebbe occupato lui”.

Alla luce dei verbali emersi, Ruby si appresta a rappresentare uno scrigno di segreti mal celati di tutto ciò che accadeva nelle “innocenti e conviviali” feste di Arcore.

Su raccomandazione di Lele Mora e scortata dal direttore di Tg4, Emilio Fede, Ruby Rubacuori, marocchina diciassettenne, approda a villa San Martino il 14 febbraio 2010.

“C’erano ragazze, tutte maggiorenni che io sappia, che fumavano in giardino, bevevano per casa”, racconta ancora la diciottenne. Il primo incontro con Silvio Berlusconi fu fruttifero dal punto di vista economico, in quanto la giovane ricevette molti regali, tra cui una busta contenente migliaia di euro e un vestito di swarovski.

La serata si concluse con la spiegazione, in termini pratici, del famigerato bunga-bunga: “Il presidente mi condusse nel suo ufficio lasciandomi intendere che la mia vita sarebbe cambiata completamente se io avessi accettato di partecipare al bunga bunga insieme alle altre ragazze. Anche se non ha mai esplicitamente parlato di rapporti sessuali, non era per me difficile intuire che mi proponeva di fare sesso con lui. Io ho detto di no che volevo tornare a casa”.

Carmine Della Pia