Ue: stop a sei sostanze tossiche di utilizzo industriale

Entro massimo 5 anni dovranno gradualmente sparire dal mercato sei sostante chimiche ritenute tossiche, meglio cancerogene, per la riproduzione e dannose per l’ambiente. Questo il primo risultato dell’entrata in vigore del Reach, il regolamento europeo per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche.

Il divieto riguarda gli ftalati Dehp, Bbp, e Dbp, il musk xylene, l’Mda e l’Hbcdd, sostanze plastificanti, ignifughe e indurenti utilizzate in molti prodotti di consumo come tessili, vernici, gomma, colle, pavimenti, materiali isolanti per l’edilizia, cuoio, borse, scarpe, libri, detersivi e detergenti. Le sei sostanze, le prime di una lista di 40 ancora in fase di perfezionamento ma catalogate ormai come ‘estremamente preoccupanti’, saranno progressivamente messe al bando per qualsiasi uso, ad eccezione dell’utilizzo negli apparati medicali o dell’impiego come sostanze intermedie nei processi di produzione.

Per Antonio Tajani, commissario Ue per l’Industria, “Questo è un esempio dell’attuazione riuscita del Reach, che spingerà l’industria a sviluppare prodotti di sostituzione stimolando l’innovazione”.

”Le sostanze chimiche sono presenti dovunque. Oggi si è compiuto un primo passo verso una migliore protezione della salute e dell’ambiente”, ha aggiunto Janez Potocnik, commissario europeo all’Ambiente.

Le aziende che volessero continuare comunque ad utilizzare le sostanze ‘proibite’ dovranno ottenere una specifica autorizzazione dietro presentazione di espressa richiesta all’Echa, l’Agenzia europea per la chimica, che, dopo aver valutato la domanda, dovrà rimettere la decisione finale alla Commissione Europea. L’impresa che ne fa richiesta, per ottenere il via libera, dovrà dimostrare o di essere in grado di controllare i rischi collegati all’utilizzo della sostanza vietata oppure che i vantaggi per l’economia e la società sono superiori ai rischi. L’impresa dovrà anche presentare un calendario di sostituzione nel caso in cui esistano sostanze o tecniche alternative.

Per ora le registrazione del Reach hanno interessato le imprese con produzioni superiori alle mille tonnellate, per le quali sono stati presentati 24mila dossier. Ora sarà il turno dei produttori sotto le mille tonnolleta, cioè le piccole e medie imprese, che temono seriamente di ritrovarsi schiacciate dagli adempimenti e dai relativi costi.

Marco Notari