WikiLeaks : “Berlusconi è un danno per l’Italia”

Quattromila files riservati filtrati dall’ambasciata Usa a Roma che WikiLeaks ha ottenuto e che l’Espresso, in collaborazione con Repubblica, comincia da oggi a pubblicare.
Più di 30 mila pagine di documenti finora segreti che raccontano l’Italia dal punto di vista Americano.
Ciò che si evince è il convincimento che il declino del ruolo internazionale dell’Italia sia strettamente legato all’immagine di Silvio Berlusconi.

Il premier Silvio Berlusconi con le sue frequenti gaffes e la scelta sbagliata delle parole ha offeso nel corso del suo mandato quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo“, mentre “la sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato ha leso la reputazione del Paese in Europa ed ha dato sfortunatamente un tono comico al prestigio dell’Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti”.

Il lento ma costante declino economico dell’Italia”, scrive l’ambasciatore Spogli, compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell’arena internazionale. La sua leadership spesso manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo. La riluttanza o l’incapacità dei leader italiani a contrastare molti dei problemi che affliggono la società, come un sistema economico non competitivo, l’obsolescenza delle infrastrutture, il debito pubblico crescente, la corruzione endemica, hanno dato tra i partner l’impressione di una governance inefficiente e irresponsabile. Il primo ministro Silvio Berlusconi è il simbolo di questa immagine“.

Spiega Spogli: gaffes e preminenza per gli interessi personali, assieme al frequente uso delle istituzioni pubbliche per conquistare vantaggi elettorali sui suoi avversari politici, la sua preferenza per soluzioni a breve termine hanno danneggiato la reputazione dell’Italia in Europa“.
L’Italia fa molti sforzi, alcuni seri altri meno, per mantenere una posizione di rilevanza e influenza“.
Come quando “si propone nel ruolo di grande mediatore delle crisi mondiali, un ruolo autoconferitosi che alcuni politici, specialmente il premier Silvio Berlusconi, pensano possa conferire grande visibilità senza praticamente spendere alcunché“.
O come quando, senza alcun coordinamento, ritiene di avere i titoli per “mediare tra la Russia e l’Occidente, impegnarsi con Hamas e Hezbollah, stabilire nuovi canali di negoziato con l’Iran, espandere l’agenda del G8 con mandati al di là di ogni riconoscimento”.

Matteo Oliviero