Basket, NBA: Il punto a metà stagione. Eastern Conference

Paul Pierce #34 of the Boston Celtics defends against LeBron James #6 of the Miami Heat at the TD Banknorth Garden on October 26, 2010 in Boston, Massachusetts. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Getty Images)Come ogni anno, il week end dedicato all’All Star Game è occasione per un primo bilancio della stagione NBA in corso. Il 2010-2011 arriva dopo quella che sarà ricordata come l’estate dei free agent (gli ‘svincolati’), con LeBron James e Chris Bosh che hanno raggiunto Dwyane Wade a Miami, con l’obiettivo dichiarato di puntare al titolo; Stoudemire che si è accordato con i Knicks e Boozer con i Bulls. C’era dunque molta attesa per una stagione che, fino ad ora, non ha certo deluso le aspettative.

EASTERN CONFERENCE. Guidano la Eastern anche quest’anno i Boston Celtics dei ‘Big Three’ Pierce, Garnett, Allen (recentemente diventato il giocatore con il maggior numero di tiri da tre realizzati nella storia, superando la leggenda Reggie Miller) e del playmaker Rajon Rondo, alla miglior stagione della carriera. Dopo un inizio difficile si sono ampiamente ripresi i Miami Heat, che sembrano destinati a superare i Celtics al primo posto, visto il trend positivo degli ultimi mesi. Wade e James si stanno dimostrando capaci di coesistere, non si pestano (troppo) i piedi, e hanno trovato un giusto equilibrio grazie anche al lavoro del forse troppo discusso coach Spoelstra, che ha fatto degli Heat la miglior difesa del campionato, insieme a quella dei Bulls.

Ma la vera rivelazione ad est, quest’anno, è proprio rappresentata dai Chicago Bulls di Derrick Rose, primo candidato alla vittoria dell’MVP (miglior giocatore) dell’anno. I suoi Bulls, nonostante gli infortuni di Boozer prima e di Noah poi, hanno trovato l’alchimia giusta, grazie anche al lavoro sulla fase difensiva di coach Thibodeau, alla sua prima esperienza come head coach e che in pochi aspettavano a questi livelli. I Bulls sono considerati la vera mina vagante a Est, e nei playoff contro di loro sarà dura per tutti. Si contendono il quarto posto, e quindi il vantaggio del fattore campo nei playoff, Orlando e Atlanta, due parziali delusioni: i Magic hanno rivoluzionato la squadra a dicembre, cedendo Vince Carter e Rashard Lewis, entrambi ai ferri corti con il leader Howard, in cambio di Richardson e Arenas, non ancora però ai loro livelli. Gli Hawks poi rimangono un’incompiuta: il talento non manca, ma i risultati non sono all’altezza delle aspettative.

I Knicks di D’Antoni e Gallinari stanno disputando una discreta stagione (sono ampiamente in corsa per i playoff), soprattutto grazie al rendimento di assoluto livello di Amar’e Stoudemire, pupillo di D’Antoni e terminale offensivo della squadra della capitale. Il problema delle squadre di D’Antoni rimane sempre la difesa, ma non è certo una novità. Le altre squadre che disputeranno i playoff si decideranno probabilmente nelle ultimissime giornate: fra i contendenti non ci saranno i Toronto Raptors di Andrea Bargnani, a cui però non si può rimproverare -quasi- nulla, visti i suoi oltre 20 punti di media. Sono invece loro malgrado entrati nella storia i Cleveland Cavaliers, che orfani di Lebron sapevano che avrebbero trascorso un’annata difficile, ma che hanno sorpreso in negativo tutti, inanellando 32 sconfitte consecutive, nuovo record NBA.

Jacopo Di Falco