Basket, NBA: il punto a metà stagione. Western Conference

Guard Kobe Bryant #24 of the Los Angeles Lakers dribbles the ball against Manu Ginobili #20 of the San Antonio Spurs at AT&T Center on December 28, 2010 in San Antonio, Texas. (Photo by Ronald Martinez/Getty Images North America)NBA WESTERN CONFERENCE. La vera sorpresa a Ovest si chiama San Antonio Spurs: nessuno avrebbe creduto che questo gruppo, con molta esperienza, ma ormai considerato ‘stagionato’, potesse avere il miglior record della lega. Gli Spurs sono riusciti a non incorrere in gravi infortuni e il trio Ginobili-Duncan-Parker ha potuto concentrarsi esclusivamente sul gioco (nonostante Duncan non sia più dominante come negli anni passati), contando inoltre sulla crescita di giocatori quali Jefferson, Neal e Bonner. La chiave per gli Spurs sarà dunque quella di evitare pericolosi infortuni a partire da Aprile, quando iniziano i playoff.

Frenati dagli infortuni sono stati invece i Dallas Mavericks, che hanno perso per tutta la stagione il loro secondo miglior giocatore, Caron Butler, e che non hanno potuto contare per una decina di partite sulla loro stella Dirk Nowitzki. L’assenza di Butler rimane una tegola per i sogni di Dallas, ma l’impostazione finalmente difensiva data al team da coach Carlisle potrebbe dare frutti importanti più avanti.

Deludenti quest’anno sono invece i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, che dopo due titoli di fila sembrano appagati, almeno per ora. I gialloviola però ci hanno dimostrato di poter far salire molto il livello del loro gioco in concomitanza dei playoff, per questo li considero i favoriti, anche quest’anno.

Sono queste tre le squadre che si giocheranno la vittoria a Ovest: le altre stanno dando vita a una bella lotta per assicurarsi i playoff. È bagarre infatti fra i giovani Thunder di Durant e Westbrook, i Nuggets, ancora incerti sul futuro della loro stella Carmelo Anthony (che potrebbe finire a NY per Gallinari o a New Jersey), i Trail Blazers del sorprendente Aldridge (clamorosamente non convocato per l’All Star Game), gli Hornets di Chris Paul e Marco Belinelli, i Jazz di Deron Williams, che dopo più di 20 anni di panchine hanno salutato coach Jerry Sloan, tra i più longevi della storia e che ricordo per le bellissime battaglie con i Bulls di Jordan negli anni 90.

Meritano di essere ricordati i giocatori-rivelazione di quest’anno, entrambi a Ovest: Kevin Love dei Timberwolves, re delle doppie doppie (andare in doppia doppia in gergo vuol dire prendere almeno dieci rimbalzi e fare almeno dieci punti) e destinato al premio stagionale di Most Improved Player, e Blake Griffin dei Clippers, pronto per un futuro di primissimo piano.

Jacopo Di Falco