Financial Times: “Italia paese arabo d’Europa”

Nel mondo arabo “autocrati che sembrano aver governato da sempre stanno tremando: e forse anche gli autocrati eletti dovrebbero stare in guardia”. Il Financial Times, analizzando le gravi tensioni che stanno animando il mondo arabo in queste ultime settimane, prospetta per il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, una sorte simile a quella che ha “affossato” il governante tunisino prima e quello egiziano poi.

L’Italia, continua il Financial Times, “condìvide molte caratteristiche” con il mondo arabo, “un’economia stagnante, una cultura consumata dalla corruzione e dal crimine organizzato e un conflitto generazionale: è controllata da una classe politica gerontocratica arroccata nella politica e negli affari, escludendone i giovani”, è il duro commento del Ft.

L’attenzione si focalizza poi sulla figura di Berlusconi, il quale condivide molti tratti del “plutocrate arabo”. “E’ immensamente ricco – si legge – controlla la gran parte dei mezzi di comunicazione ed è circondato da yes-men; sfida apertamente il sistema giudiziario ogni qualvolta questo si pronuncia contro di lui (come talvolta accade)” e – ciliegina sulla torta – è “il miglior amico di Gheddafi“.

Persino la “principale virtù” di Berlusconi è comune fra gli autocrati: “sopravvivere fino all’estremo”, come insegna Hosni Mubarak, che “potrebbe avere qualcosa da spiegare”. “Tutto quel che il presidente del Consiglio dovrebbe fare per mettere fine a questa poco edificante commedia – conclude il Financial Times – è indire le elezioni: in questo modo, a ridere ultimi sarebbero gli italiani”.

Raffaele Emiliano