Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica

Fli: al via le trattative all’interno del partito

CONDIVIDI

Una cosa appare incontrovertibile: quelli attuali non sono giorni sereni per i finiani. Tra una dichiarazione confortante di Italo Bocchino (“La situazione è meno traballante di quanto sembri”) e un’altra incendiaria di Carmelo Briguglio (“Berlusconi compra i deputati con un metodo non diverso da quello usato per le escort e le ragazze delle notti di Arcore”), il presidente della Camera deve fare i conti con un partito appena nato e già segnato da profonde spaccature.

Il “fuggi fuggi” di molti futuristi, inviperiti dalla linea politica definita durante l’Assemblea costituente di Milano dello scorso weekend (che ha tra l’altro incoronato Italo Bocchino) tiene sotto scacco Gianfranco Fini e impone ai suoi più stretti collaboratori di tessere una tela di mediazione volta a limitare quanto più possibile l’emorragia in corso all’interno del partito.

I nomi dei finiani che sarebbero già con la valigia in mano non si contano più: dopo l’addio di Menardi, Pontone e Rosso, molti altri esponenti di Fli starebbero seriamente valutando la possibilità di dare il benservito al numero uno di Montecitorio per cercare collocazione altrove. Pasquale Viespoli, Adolfo Urso e Andrea Ronchi sono i nomi che fanno più scalpore, ma con loro ci sarebbero anche Baldassarri, Contini, De Angelis, Digidio.

Se i rumors venissero confermati, insomma, per il partito di Gianfranco Fini si starebbe profilando una vera e propria catastrofe. Una disfatta pesante che potrebbe portare con sé strascichi incurabili dal punto di vista politico. Per evitare il peggio, il presidente della Camera avrebbe quindi messo in moto la macchina della negoziazione e ripristinato i canali comunicativi con i malpancisti più convinti. Ieri è toccato ad Adolfo Urso, convocato nell’ufficio di presidenza di Montecitorio per un faccia a faccia senza filtri.

L’incontro non avrebbe sortito gli effetti sperati, Urso avrebbe infatti rinnovato le sue lamentazioni a Gianfranco Fini, rimproverandogli di averlo tenuto ai margini della “spartizione” partitica e di aver optato per una linea considerata troppo aggressiva, adagiata sulle posizioni oltranziste di Italo Bocchino e Fabio Granata. Non solo: all’ex viceministro non sarebbe andata giù la nomina di capogruppo di Fli alla Camera assegnata a Benedetto Della Vedova e avrebbe per questo manifestato scarso entusiasmo per la controfferta messa ieri sul tavolo da Gianfranco Fini.

Il presidente della Camera avrebbe infatti proposto ad Adolfo Urso di diventare rappresentante del partito nel coordinamento del terzo polo, ma la “lusinga” non sembra aver incantato l’ex aennino che, rabbuiato in viso, avrebbe abbandonato l’ufficio di Fini in tutta fretta. I due si sarebbero lasciati con un “arriverderci”, ma i più maliziosi giurano che la permanenza di Urso in Fli stia per volgere al termine.

Alla fine, è stato il solito Italo Bocchino a tentare la sintesi: “Adolfo Urso – ha detto – è una risorsa preziosa e mi auguro che resti, ma questo dipenderà solo dalle sue valutazioni. Ad ogni modo – ha precisato il braccio destro di Fini – il problema non sono le poltrone“. Se lo dice lui.

Maria Saporito

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram