Gemelline: si analizza una penna di Schepp. I pezzi del navigatore inviati a Milano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15

Una penna, uno dei tanti gadget che ci si potrebbe portare dietro da un luogo di vacanza, da un viaggio di divertimento o di disperazione.

Pare essere questa la nuova speranza degli investigatori che indagano sul caso della scomparsa delle gemelline svizzere di sei anni, Alessia e Livia, di cui non si hanno più notizie da quasi venti giorni.

La penna è stata ritrovata poco distante dal luogo in cui il padre delle bimbe, l’ingegnere Matthias Schepp, si è suicidato lo scorso 4 febbraio: l’uomo quel giorno si gettò contro un treno in corsa nei pressi della stazione ferroviaria di Cerignola, in provincia di Foggia.

Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi pugliesi, l’oggetto sarebbe collegato al traghetto che portò Schepp da Marsiglia a Propriano, lo scorso 31 gennaio, e che in un primo momento si pensava fosse certo che avesse ospitato anche le piccole Alessia e Livia.

Ma negli ultimi giorni è stato tutto rimesso in discussione e dunque le analisi della scientifica cercheranno di capire se su quella penna ci siano tracce delle bimbe, così da poter mettere un punto fermo nello sviluppo delle indagini.

Un altro tentativo che sarà fatto è quello di provare a ricavare qualcosa dal navigatore utilizzato dall’uomo: anche in questo caso l’oggetto è stato ritrovato nei pressi della stazione, ma in condizioni pessime e non è ancora sicuro se potrà essere analizzato in maniera proficua. Nella speranza, però, sono stati inviati i pezzi a una ditta di Milano che sta cercando di ricavare i dati immagazzinati dal gps.

Non finiscono le notizie di nuovi avvistamenti, stavolta in Italia.

Nel foggiano un uomo ha detto di aver visto le bimbe in compagnia del padre il 3 febbraio, mentre quest’ultimo faceva rifornimento alla propria auto: il testimone però è stato subito considerato inattendibile poiché quel giorno Matthias Schepp dovrebbe essersi trovato a Vietri sul Mare, in provincia di Salerno.

S. O.