Giustizia, Berlusconi come il marchese del Grillo: Io sono io e voi non siete un c…

«Io non posso essere arrestato che per ordine del Cardinal Vicario sono il Marchese Onofrio del Grillo, duca di Bracciano, guardia nobile e cameriere segreto di sua santità Pio VII […] Mi dispiace ma io so io e voi non siete un c…».

Parole del mai dimenticato Alberto Sordi nei panni del protagonista del film Il marchese del Grillo, per la regia di tale Mario Monicelli. Uno che meno di un anno fa tornò a parlare di rivoluzione invitando i giovani a riprendersi il proprio presente, ancor prima del futuro, rivendicando un orgoglio e una dignità che gli italiani a suo avviso hanno perso.

Monicelli disse che «la speranza è una trappola, una brutta parola, inventata dai padroni» che proiettano nel futuro l’illusione del benessere così da esercitare in maniera indisturbata il proprio dominio sul presente.

Se il grande regista fosse nato in qualche nazione del nordafrica – Tunisia, Algeria, Egitto, Libia, fate voi – potremmo leggere oggi le sue parole, a pochi mesi dalla morte, come un oracolo. Ma siamo in Italia e, almeno per adesso, le si può ricordare solo come il grido di un uomo che nonostante i suoi novantacinque anni ha mantenuto un’estrema lucidità davanti alla realtà del suo paese.

Tutte cose che farebbero invidia a tantissimi tra quelli che appartengono alle cosiddette nuove generazioni.

In questi giorni, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si trova impegnato nel tentativo di provare a dare l’ultimo colpo di coda alla giustizia, con la mai perduta speranza di poter evitare i processi che pendono a suo carico. E che non sono pochi.

Dopo quelli Mills, Mediaset, Mediatrade, per il premier, c’è anche l’incubo di essere condannato per prostituzione minorile nell’ambito dello scandalo che fa capo alla vicenda della marocchina Karima El Mahroug, in arte Ruby, che ancora diciassettenne si pensa abbia avuto rapporti sessuali con Berlusconi, in cambio di denaro e favori.

L’intento nemmeno celato del leader del Pdl è quello di investire queste settimane, che lo separano dal processo, nel disperato tentativo di riabilitare quella proposta di riforma della giustizia, già cassata negli scorsi mesi dal Quirinale e dai vecchi compagni di coalizione.

Due gli obiettivi principali per Berlusconi: modifica della normativa che regola le intercettazioni e ripristino dell’immunità parlamentare.

Come rivelato da Repubblica, il primo ministro ha confidato ai suoi sodali: «Lo scandalo delle intercettazioni che finiscono sui giornali deve finire. Il Rubygate dev’essere l’ultimo caso. I pm non possono continuare a violare la nostra privacy, anche quella di noi parlamentari».

Una corsa contro il tempo anche per «tornare a quella legge (l’immunità, ndr), ripristinare una piena tutela per i parlamentari».

La sensazione, però, è che Berlusconi sia un po’ meno tranquillo del Marchese del Grillo.

D’altronde, per Sordi le accuse erano soltanto di «resistenza alla ronda pontificia, false generalità e nobiltà abusiva».

Simone Olivelli