Josè Mourinho e la Juventus: “Non potrei mai allenarla”

MOURINHO A TUTTO CAMPO “DIO PENSA CHE IO SIA UN BEL TIPO” – E’ un Mourinho in forma quello che si presenta ai microfoni della Cope, la Radio della Conferenza Episcopale. Il tecnico portoghese del Real Madrid è sembrato da subito a suo agio dichiarando: “Dio deve pensare che io sia un bel tipo. Deve pensarlo davvero altrimenti non mi darebbe così tanto. Ho una famiglia incredibile, lavoro dove ho sempre sognato di lavorare. Mi ha aiutato tanto a conseguire tutte le cose che ho. Insomma, deve avere un’ottima opinione di me”.

Tra le domande postegli dai giornalisti presenti inevitabile quella sul suo rapporto conflittuale con il direttore generale, nonchè ex stella delle Merengues, Jorge Valdano, al quale l’allenatore lusitano ha risposto con tranquillità: “Ha il suo compito nel club e ce l’ha perché sono contenti di lui. Non è un problema condividere con lui la stessa società. La mia relazione con lui? Normale”.

La conversazione è caduta poi sul futuro dello Special One. Nella capitale iberica qualcuno ha sussurato di un suo addio al termine di questa stagione, ma veloce arriva la sua smentita: “Rimango, se non mi cacciano. Quando firmo un contratto quadriennale punto a rispettarlo fino alla fine. Quando lascio una squadra campione come l’Inter, non lo faccio per andare un solo anno al Real Madrid. Voglio andare avanti, sentire che ci sono le condizioni per far bene. Sentire che i tifosi, i giocatori e i dirigenti sono con me. Se stiamo tutti uniti e crediamo in questo progetto, senz’altro continuerò”.

Mou ha una stoccata finale anche per la Juventus. Questa la sua risposta ad un cronista che gli domandava se sarebbe mai tornato sulla panchina del Barcelona: “Per come mi sono schierato dalla parte dell’Inter quando la allenavo, non potrei mai allenare la Juventus. Non potrei mai in futuro allenare il Barcelona, ad esempio, perché ci sono cose che non possono tornare indietro. I sentimenti negativi del barcellonismo nei miei confronti non possono essere cancellati”.

Simone Meloni