Sarah, legale Scazzi: Esiste un patto tra i Misseri per non dire la verità

Il delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana assassinata nell’agosto 2010 e il cui corpo venne ritrovato, dentro una fossa ricolma d’acqua, soltanto il 6 ottobre, potrebbe essere stato commesso non solo da Michele Misseri, lo zio della vittima, ma dall’intera famiglia che in un modo o nell’altro potrebbe aver saputo cosa stava succedendo in quei minuti divenuti fatali per la ragazzina.

E’ questa l’ipotesi proposta dal legale della famiglia Scazzi, Walter Biscotti, che, intervenendo ieri sera alla trasmissione Quarto Grado, condotta da Salvo Sottile e andata in onda su rete4, ha reso noto alcuni sviluppi delle indagini che i magistrati stanno disponendo con l’intento di capire cosa sia davvero successo in quella tarda mattinata d’estate.

Per l’avvocato, la famiglia Misseri sta tacendo alcuni dettagli sulla tragedia, a tal punto da fargli pronunciare una frase che suona davvero inquietante, se si pensa che la vittima era una ragazzina che quella casa la frequentava spesso: «C’è un patto familiare dietro l’omicidio di Sarah».

A portare in questa direzione, per Biscotti, sarebbero i dati ricavati dai nuovi sopralluoghi fatti nella residenza dei Misseri.

Si è sempre detto che lo zio Michele avesse agito all’interno del garage, ma qualche giorno fa è stata scoperta dagli investigatori una piccola porta, perfettamente funzionante, che conduce dal box auto fin dentro casa, precisamente nella zona dove si trova un cucinino.

Questo dettaglio ha riaperto la discussione sul luogo dove Sarah è stata uccisa: secondo molti, infatti, il corpo della ragazza potrebbe essere stato portato nel garage soltanto in un secondo momento.

Le probabilità che le cose siano andate davvero così, per l’avvocato Biscotti, sono molto alte: «La convinzione logica ci impone di pensare che l’omicidio di Sarah sia avvenuto in casa – ha proseguito il legale – e il cadavere portato nel garage da quella porta che abbiamo visto poteva benissimo essere aperta facilmente. Cosima (la moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina, ndr) sostiene che la porta è stata aperta dagli investigatori, cosa questa che a me non risulta».

L’avvocato ha poi concluso: «Facendo questo sopralluogo abbiamo fatto anche le prove dei suoni e abbiamo capito che da qualunque camera della casa dei Misseri si sarebbero potuti sentire i rumori prodotti da un litigio tra due persone. Addirittura, io che stavo sotto in garage, sentivo perfettamente i miei colleghi che facevano queste prove. Da atti certi sappiamo che intorno alle 14 in quella casa c’erano Michele, Cosima e Sabrina, che evidentemente non hanno ancora chiarito completamente ciò che ognuno di loro sa».

Nella foto: Cosima Serrano, la zia di Sarah che, secondo l’avvocato della famiglia Scazzi, nasconderebbe qualcosa.

S. O.