Wikileaks, Di Pietro: “Berlusconi è il buffone d’Europa”

“L’Italia è governata da un pagliaccio incapace, che offende gran parte del popolo italiano e molti leader europei. L’Italia è oggi in mano a un uomo che antepone i suoi interessi personali a quelli dello Stato, a un satrapo che non esita a usare le istituzioni e le risorse pubbliche per procurarsi vantaggi contro gli avversari politici e per questo è diventato il simbolo di un Paese in sostanziale declino, afflitto da decadenza delle infrastrutture, debito pubblico in aumento, corruzione endemica”.

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, commenta così dalle righe del suo blog le ultime rivelazioni di Wikileaks a proposito dei poco lusinghieri giudizi dell’ex ambasciatore Usa, Ronald Spogli, in merito alla figura del premier Silvio Berlusconi.

“L’Italia è guidata da un leader superficiale e vanitoso, incapace di fronteggiare i problemi strutturali del Paese, che preferisce sempre le soluzioni a breve termine, quelle che garantiscono il massimo di propaganda e il minimo di efficienza, rispetto agli investimenti lungimiranti. Purtroppo – scrive Di Pietro – Berlusconi dimostra la stessa superficialità tronfia anche in politica estera, dove cerca sempre di mettersi nella parte che crede che gli regali maggiore visibilità senza dover pagare nessun costo”.

E ancora: “Convinto di essere un grande statista, quest’uomo ha coperto di ridicolo il Paese proponendosi come grande mediatore nelle controversie internazionali senza avere alcun titolo e alcuna capacità per affrontarle. Figurarsi che pensava di poter risolvere i problemi con la Siria solo perché l’allora consorte Veronica aveva conosciuto a Damasco la moglie di Assad”.

“Ma se queste caratteristiche del presidente del Consiglio sono una tragedia per il Paese che governa – osserva l’ex pm – per le altre nazioni sono la manna dal cielo. La sua debolezza e la sua vanità lo rendono un pupazzo perfetto. Basta portarlo per mano e farlo sentire importante e fa sempre quello che gli alleati vogliono e che fa comodo a loro anche se non all’Italia”.

“Agli italiani converrebbe toglierselo di torno il prima possibile, ma agli altri – spiega Di Pietro – specialmente agli americani, conviene invece tenerselo stretto. Così anche quando combina disastri come nel caso del vertice del G8 all’Aquila, i leader mondiali, pur di non perdere il loro pupazzo preferito, preferiscono far finta che tutto vada benissimo, incassare i loro bei dividendi politici e poi farsi quattro risate alle spalle del comico che governa l’Italia”.

“Uno che legge queste cose può pensare che stavolta Di Pietro ha esagerato, che insultare così il presidente del Consiglio non sta bene nemmeno per un partito che fa opposizione strenua come l’Italia dei Valori. Però queste cose non le ho dette io – rimarca il numero uno dell’Idv –. Le ha dette l’ex ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli. Stanno nei cablogrammi segreti diffusi da Wikileaks e pubblicati in Italia sui siti di ‘Repubblica’ e dell’ ‘Espresso'”.

“In Usa – continua l’esponente dell’opposizione – gli ambasciatori sono sempre molto legati al Presidente. Spogli era un uomo di Bush, che di Berlusconi era grande amico, e quando è stato eletto Obama ha lasciato l’incarico. Non era affatto prevenuto contro Berlusconi quando è arrivato a Roma nel 2005. Nel 2008 era stato contentissimo per la vittoria del centrodestra e aveva mandato a Washington messaggi pieni di fiducia in Berlusconi. Poi lo ha visto all’opera come capo di governo e ha imparato a conoscerlo. Il suo è quindi un giudizio dettato dall’esperienza, non dalla prevenzione politica.

Quante volte Berlusconi ha ripetuto che grazie a lui l’Italia è tornata a essere rispettata nel mondo? Per una volta è facile che non mentisse e che ci credesse sul serio. E’ troppo vanitoso per accorgersi di essere trattato come il buffone d’Europa e di essere preso in giro da leader che hanno un legittimo interesse nel vedere l’Italia governata da un incapace, pronto a fare tutto quello che vogliono loro in cambio di quattro complimenti bugiardi”.

“Fosse solo per la vanità e per le figure ridicole di Silvio Berlusconi, noi non avremmo nulla da ridire. Affari suoi. Il problema è che quel ridicolo ricopre non solo lui ma tutta l’Italia. La tragedia è che a non essere presi più sul serio siamo tutti noi, e che questo non è solo un danno morale ma un enorme danno materiale per l’Italia. Il disastro è che il pupazzo, senza nemmeno più rendersene conto, è prontissimo a trascurare l’interesse nazionale a tutto vantaggio di quello dei Paesi in competizione, purché siano salvi i suoi interessi e solleticata la sua vanità. Bisogna mandarlo via – conclude Di Pietro – e bisogna riuscirci presto. Già adesso, non sarà facile scrollarsi di dosso il discredito universale in cui Silvio Berlusconi ci ha fatto precipitare”.

Raffaele Emiliano