Barbareschi lascia Fli: “Entrerò nel gruppo misto”


Luca Barbareschi abbandona definitivamente Fli, e annuncia: “Entrerò nel gruppo misto”.

Qualcuno ipotizzava di un ritorno al Pdl dell’attore già da qualche tempo, come accaduto per Luca Bellotti, per citare uno degli ultimi. Le voci si erano rafforzate anche in seguito all’astensione dal voto per la restituzione degli atti inerenti il Rubygate alla Procura di Milano.

Per ora, l’attore decide di aderire al gruppo misto, esprimendo, comunque, dispiacere per la scelta che ha dovuto prendere per svariate esigenze.

“Ho constatato ancora una volta che non si vuole affrontare il problema determinante, cioè come condizionare all’interno dello stesso centrodestra una nuova fase di governo e di come affrontare le nuove sfide del nostro Paese”, ha affermato Barbareschi, che biasima il comportamento di Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà, troppo simile a quello del centrosinistra nel voler demolire a tutti i costi il nemico Silvio Berlusconi.

“Continuano sui giornali le accuse di tradimento e i peggiori strali verso coloro che esprimono dubbi o dissenso, dopo che sono stati eletti i vertici del nascente partito senza alcun metodo condiviso”, spiega riferendosi alla rapida escalation del braccio destro di Fini, Italo Bocchino.

Barbareschi biasima sia il mondo della sinistra, sia quello di Fli, entrambi rei di dare “la colpa ai soldi di Berlusconi, una nuova piazza Loreto basata su un moralismo ridicolo”.

In sintesi, “Questo modo di intendere la politica non mi appartiene, così come è distante dal mio modo di essere cercare soluzioni ai problemi politici per vie giudiziarie, chiedendo ai giudici di fare quel lavoro che non si riesce con la normale dialettica democratica”.

L’abbandono ad un partito cui il parlamentare ha posto fiducia sin dal principio non è esente, comunque, da delusione e dispiacere: “Ho dato a Fini passione e lealtà per quasi vent’anni .Vorrei ricordargli che i pagliacci spesso fanno ridere ma sotto il trucco pesante si nasconde lealtà e sensibilità anche verso il piccolo circo a cui si appartiene. Basta sciacquare la faccia e il gioco è finito. I trasformisti invece rimangono vittime di una coazione a ripetere e uno dopo l’altro si libereranno dei loro compagni di viaggio. Il meccanismo lo conoscevo ma speravo non riaccadesse. Spiace”.

Carmine Della Pia