Berlusconi, guerra alle intercettazioni. Economia: “Siamo al riparo dalla crisi”


Un audio messaggio diffuso ai promotori della libertà è occasione, per il premier Silvio Berlusconi, di ribadire la sua stretta sulle intercettazioni.

Il Rubygate è esploso soprattutto grazie alle conversazioni telefoniche e agli sms intercettati tra i personaggi che affollavano la residenza di Arcore, per cui il presidente del Consiglio annuncia una grande presa di posizione sullo scomodo metodo usato dai pm di Milano.

“Al di là dei danni arrecati dalle ennesime, insensate e imperdonabili iniziative giudiziarie messe in campo dai magistrati di Milano, il Presidente del Consiglio, il governo e la maggioranza hanno lavorato e stanno lavorando alacremente alla soluzione dei tanti problemi che ci affliggono. Introdurremo una normativa sulle intercettazioni telefoniche che ponga fine agli abusi e alle violazioni della nostra privacy che si verificano anche in danno di chi non è neppure indagato, con l’introduzione di nuove norme di garanzia che scoraggino la pratica di fornire ai giornali il risultato delle intercettazioni, così come avviene in tutti, tutti i Paesi civili, e tra l’altro come avviene negli Stati Uniti, dove chi passa le intercettazioni alla stampa va in galera, e ci resta per molti anni”.

Il premier annuncia provvedimenti anche sulla responsabilità civile dei magistrati, rei di aver messo in scena una congiura politica e personale nei suoi confronti.

Durante il messaggio, poi, non è mancata una strenue difesa nei confronti del suo operato e del suo governo: “Noi non abbiamo mai alimentato tensioni o conflitti tra le istituzioni, ma abbiamo sempre operato con determinazione per fare esclusivamente l’interesse dell’Italia, e siamo riusciti a porre le famiglie e le imprese al riparo dai contraccolpi della crisi internazionale”.

Sull’attuale situazione economica, infatti, il presidente del Consiglio sembra sicuro di aver “rilanciato l’economia affrontando bene la crisi economica e internazionale”, sebbene la situazione abbia ancora bisogno di uno “sviluppo solido e duraturo”.

foto: Roberto Monaldo / LaPresse

Carmine Della Pia