Gemelline, la madre: Matthias le amava, non può averle uccise

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:43

Nella scomparsa delle gemelline svizzere, Alessia e Livia, Irina Lucidi, la madre delle bimbe, continua a mostrare un contegno che stupisce e commuove.

La donna che, tre settimane fa, si è trovata di colpo catapultata all’interno di un incubo che ha portato prima alla morte dell’ex marito, l’ingegnere Matthias Schepp suicidatosi il 4 febbraio a Cerignola, e poi all’angoscia nata dal timore che Alessia e Livia possano aver fatto una brutta fine per mano del loro padre.

Il perché di tutto ciò – sempre che possa esistere un motivo razionale per scatenare una tale tragedia – Irina l’ha scoperto nelle lettere che Matthias le inviò dalla Francia e dall’Italia pochi giorni prima di farla finita: ad aver dato vita all’inferno in cui la famiglia Schepp è stata trascinata sarebbe stata proprio lei, Irina, colpevole di aver messo fine al matrimonio da cui erano nate le piccole gemelline dalla chioma bionda.

Una mancanza che la donna non riconosce di aver avuto, dichiarando di essere stata vicina a quell’uomo che non amava più ma che comunque era sempre e comunque il padre delle sue figlie.

Oggi, Irina Lucidi è tornata a parlare nel corso della trasmissione Pomeriggio5, chiarendo alcuni punti riguardanti il rapporto che intercorreva tra lei e l’ex marito, e dichiarandosi comunque fiduciosa di poter riabbracciare le proprie figlie.

La donna ha dichiarato: «Non posso credere che un padre che amava le sue bambine possa aver compiuto un gesto così. Ci sono un sacco di elementi in questa storia che non hanno senso. Intanto ci sono un paio di valigie che sono sparite e nessuno sa dove sono. La speranza è l’ultima a morire e finchè non le vedo non riuscirò mai a credere a una cosa così».

La signora Lucidi ribadisce di non aver mai ostacolato all’ex marito di poter incontrare Alessia e Livia: «Le vedeva nel week end, poi le vedeva anche un giorno durante la settimana e persino questo primo Natale, dopo la separazione, gli ho permesso di prendere le bimbe e di andare tre settimane ai Carabi in barca a vela. Ho sempre fatto tutto ciò nell’interesse delle bambine, perché è importante il rapporto che hanno con il papà».

Rimane sospesa anche la possibilità che Matthias Schepp possa aver fatto affidamento su un complice, qualcuno a lui molto vicino, forse un’amante: «Nella casa del mio ex marito avevo notato un cappotto di donna e io non escludo niente. Una cosa è certa, che il proprietario del cappotto non si è ancora trovato. Non so se mio marito avesse una relazione; ho chiesto anche quella domenica ai suoi amici, chiesi se lui aveva una ragazza, se aveva conosciuto qualcuno ma non è uscito nulla. Però teniamo aperta la possibilità che esita una persona a cui abbia affidato Livia e Alessia».

Simone Olivelli

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