Ligabue: energia, emozione, Sanremo e ironia nella tappa veneziana del tour “Quasi acustico”

Ligabue è arrivato a Venezia ed ha trascinato tutto il pubblico accorso al Teatro Malibran per assistere al concerto del Ligabue, Quasi acustico – Tour teatri 2011 che sta registrando il sold out in tutte le date.

L’apertura del concerto è stata sulle note di Si viene e si va, al termine della canzone c’è stato spazio per una breve ed ironica presentazione biografica: “Mi chiamo Luciano Riccardo Ligabue. Sono nato il 13 marzo 1986, quindi tra pochi giorni farò 25 anni. Solo che non mi piaceva fare come hanno fatto altri grandi, come Mozart quelli lì, bambini prodigio che quando li incontri sono venti anni che suonano, praticamente ho iniziato quando avevo 4 anni ma non mi piaceva questa cosa quindi faccio finta di avere cinquanta anni. E’ giusto puntualizzare che non sono nato in una capanna però sono stato partorito in casa in un appartamento in via Santa Maria, il che un po’ di punti li fa ugualmente. L’asinello in casa non ci stava e il bue non appena ha saputo del mio cognome se ne è stato alla larga. Sono alto 1 metro e 94 ma per non strafare faccio finta di essere 1.74. Professione: al mio paese dicono “quello canta invece che lavorare”. Una delle rarissime volte in cui nel mio paese hanno ragione. Canto invece che lavorare da venti anni e, siccome ho iniziato tardi ho cercato di recuperare pubblicando tante cose. L’ultima di queste si chiama Arrivederci, mostro! e c’è chi sostiene che questo titolo mi sia venuto un giorno mentre mi facevo la barba, guardandomi allo specchio. Non è vero” ha affermato Ligabue per poi presentare Atto di fede, seguita dall’emozionante Ho messo via. La scaletta del concerto è poi proseguita con due canzoni tratte da Arrivederci, Mostro!: La linea sottile e Quando canterai la tua canzone.
Ligabue ha poi introdotto il brano successivo spiegando che in questo tour teatrale vengono presentate alcune canzoni che sono rimaste un po’ nascoste negli album senza avere una promozione o programmazione radiofonica come accaduto per Libera Uscita, brano composto per la colonna sonora del suo secondo film. Il teatro è stato poi trascinato dall’energia di Sulla Mia Strada, per poi passare ad un momento più acustico e dalle sonorità più lente e suggestive con Walter il mago, quasi a celebrare la magia della bellezza dell’Italia e di Venezia che ha affascinato i musicisti che lo accompagnano in questo tour, e il grande classico Certe Notti. Una nuova sferzata di energia ha cambiato nuovamente il clima con Tra Palco e Realtà e Un colpo all’anima prima di fare una breve pausa.
La seconda parte del concerto è iniziata sulle note de Il peso della valigia ed è continuata con Il centro del mondo, Quella che non sei e Piccola stella senza cielo, forse due dei brani più belli ed amati della discografia di Ligabue. I fans hanno poi applaudito e cantato Questa è la mia vita e l’ultimo singolo Ci sei sempre stata.
L’essere in scena nello stesso giorno della finale di Sanremo ha permesso a Ligabue di fare una piccola riflessione: “Specialmente in questo momento Sanremo serve perché comunque ci sono pochissime occasioni per farsi conoscere” ha spiegato, per poi proseguire “certo che sarebbe meglio se poi, durante Sanremo, si parlasse più che del culo delle presentatrici…ecco…si parlasse un po’ di più della musica. Da un punto di vista strettamente personale confesso di essere piuttosto contento di averlo evitato perché credo che a Sanremo forse alla fine la musica diventa qualcos’altro, perché poi lì hai troppa pressione addosso e so anche che a me piace fare la musica in maniera più rilassata per cui sono contento di averlo schivato“.
Ligabue ha poi raccontato un diverte aneddotto degli inizi della sua carriera quando Balliamo sul mondo stava diventando un grande successo e la sua partecipazione a Sanremo Rock si è trasformata in un festeggiamento per il raggiungimento del disco d’oro dalle conseguenze inaspettate: alla fine della serata, dopo qualche eccesso, in un locale l’artista ed il suo gruppo di supporto, i ClanDestino, diedero vita ad un’inedita versione lenta, non voluta,  del brano.
Un grande entusiasmo ha accompagnato Urlando contro il cielo che ha terminato la seconda parte del concerto.
Quando si è alzato nuovamente il sipario Ligabue ha regalato ancora tre canzoni: Buonanotte all’Italia, Il meglio deve ancora venire e Taca Banda con cui ha salutato il pubblico di Venezia.
Un concerto forse meno acustico di quanto si potesse pensare alla vigilia ma che ha saputo riassumere con efficacia la straordinaria carriera dell’artista, accompagnato magistralmente dal vivo da Michael Urbano (batteria), Kaveh Rastegar (basso e contrabbasso), Luciano Luisi (piano e tastiere) e Mel Previte (chitarre e mandolino) in una scenografia essenziale che ha utilizzato al meglio le luci per creare le diverse atmosfere.

Questa la setlist del concerto:

Si viene e si va
Atto di fede
Ho messo via
La linea sottile
Quando canterai la tua canzone
Libera uscita
Sulla mia strada
Walter il mago
Certe Notti
Tra palco e realtà
Un colpo all’anima
Il peso della valigia
Il centro del mondo
Quella che non sei
Piccola stella senza cielo
Questa è la mia vita
Ci sei sempre stata
Balliamo sul mondo
Urlando contro il cielo
Balliamo sul mondo
Buonanotte all’Italia
Il meglio deve ancora venire
Taca Banda
Il tour proseguirà con le seguenti date:
21 febbraio NAPOLI Teatro San Carlo
22 febbraio NAPOLI Teatro Bellini
24 febbraio REGGIO CALABRIA Teatro Cilea
25 febbraio CATANIA Teatro Metropolitan
27 febbraio BARI Teatro Petruzzelli
28 febbraio ASCOLI PICENO Teatro Ventidio Basso
02 marzo PARMA Teatro Regio

Beatrice Pagan

(Foto Cge)