Salute, un italiano su tre si informa sul web

Un italiano su tre si affida alla Rete per informarsi in materia di sanità. E il dato è destinato ad aumentare.

Se per il 12,6% degli italiani la Rete è il primo strumento di ricerca in assoluto su questioni di salute, il  34% dei cittadini, nel 2010, ha cercato informazioni sul web su questioni di assistenza sanitaria, patologie e medicina, per controllare le diagnosi e le terapie assegnate dal medico di base.

La stima, illustrata a Roma in un workshop organizzato da Farmindustria, è resa nota dal centro di ricerca socio-economico Censis, secondo il quale questo numero aumenterà nei prossimi anni, se non altro perché in Italia crescono proprio i fruitori di Internet (nel 2009 erano il 44,4% e l’anno dopo il 48,9%).

“Il futuro – ha commentato il ministro della Salute Ferruccio Fazio– si gioca proprio su questo. Dobbiamo puntare il sistema sull’interazione cittadino-Rete”. Lo stesso Fazio ha proposto l’introduzione di una sorta di bollino di qualità per l’informazione online che tocca temi delicati e strettamente legati alla vita delle persone come la salute e la sanità. Il ministro ha presentato il progetto di un portale del ministero e del Servizio sanitario nazionale, ricordando l’importanza della comunicazione web anche per le strutture sanitarie che operano al servizio dei cittadini: oggi già il 40% delle aziende sanitarie e degli ospedali ospitano sui propri siti web i tempi delle liste di attesa, e circa un terzo dei cittadini ricerca su internet informazioni riguardanti la salute.

Il cittadino tipo che usa il web alla ricerca di cure sarebbe per lo più di maschio, giovane, colto e istruito, e residente in un grande centro. I “navigatori della salute” usano quindi internet per: accedere a forum e blog, consultare i siti di strutture sanitarie, prenotare visite, esami o per trovate tematiche da discutere con il medico.

Il problema, secondo il Censis, è che le informazioni trovate sul web vengono poi usate dai cittadini per controllare o confutare le indicazioni e il parere del medico curante, rischiando di sostituire le indicazioni dello specialista. Per il Censis, blog e social network spesso danno una informazione “narrata”, cioè ricavata da esperienze personali, per questo affidarsi completamente al web è un errore che potrebbe costare caro. Si possono trovare informazioni sbagliate, approssimative o interpretabili in modi diversi.

Adriana Ruggeri