Chiamano la loro figlia Facebook: due egiziani festeggiano la rivoluzione

Che il web abbia ormai un ruolo fondamentale nella vita di milioni di persone nel mondo è un dato di fatto che non stupisce più nessuno.

Sono tanti coloro che per lavoro o per semplice passatempo dedicano diverse ore della propria giornata davanti al monitor di un computer collegato alla famigerata Rete. E la cronaca recente ha dimostrato come Internet e nello specifico i social network possano diventare punti di forza per movimenti di protesta e divenire così anche motori capaci di alimentare vere e proprie rivoluzioni.

E’ successo in Tunisia dove meno di un mese fa è stato spodestato il presidente dittatore Ben Alì, per poi ripetersi in Egitto, qualche settimana dopo, dove le accese proteste hanno costretto il presidente Hosni Mubarak a lasciare il ruolo di capo indiscusso del governo, che deteneva da decenni.

Ed è proprio dal paese che per capitale ha Il Cairo che giunge una notizia che definire curiosa sarebbe poco.

Due genitori hanno deciso di chiamare la loro figlia, nata proprio nei giorni della rivolta, con un nome un pizzico inusuale: la neonata si chiamerà Facebook.

A quanto pare, l’idea così temeraria è da addebitare alla volontà di omaggiare il noto social network, per essere stato fondamentale nella diffusione del malcontento nei confronti del regime di Mubarak.

Adesso bisognerà capire cosa ne penserà la bambina quando crescerà. Per Facebook Jamal Ibrahim, questo il nome per intero della piccola, magari non sarà facile riuscire ad adattarsi all’idea che milioni di persone ogni giorno nomineranno il suo nome per far riferimento a un passatempo virtuale.

Per non parlare della possibilità che un giorno qualcuno ironizzi su di esso dicendole qualcosa come: «Hai la faccia che somiglia a un libro».

Tuttavia potrà considerarsi ufficialmente figlia adottiva di Mark Zuckerberg.  E all’imprenditore nato a Dobbs Ferry la cosa non potrà far altro che piacere.

S. O.